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Adelfia - "Disobbedienti" sfidano la magistratura

Hanno rioccupato il "centro sociale Coppola Rossa", sequestrato e sigillato il 21 giugno scorso, rompendo i sigilli giudiziari. Fra i manifestanti, l'on. Russo Spena (Rifondazione comunista), Francesco Caruso ed un prete, Angelo Cassano
ADELFIA (Bari) - Un gruppo di attivisti del centro sociale Coppola Rossa di Adelfia e di disobbedienti ha rotto i sigilli che erano stati posti il 21 giugno scorso alla struttura ed ha occupato nuovamente lo stabile che era stato sgomberato e posto sotto sequestro preventivo su disposizione della magistratura barese. All'occupazione partecipano anche il portavoce dei "Disobbedienti meridionali", Francesco Caruso, don Angelo Cassano e il parlamentare di Rifondazione comunista Giovanni Russo Spena.
Per Caruso si tratta di «un atto di riappropriazione legittimo da parte di chi in tanti anni ha costruito in questo edificio iniziative di socializzazione che non possono essere chiuse con sgomberi e sequestri».
Per Russo Spena l'occupazione del centro sociale «non è un un'azione illegale ma un atto compiuto per costruire la legalità di fronte al rifiuto dell'amministrazione comunale di risolvere il problema aprendo un confronto che coinvolga anche la Provincia». «Non è possibile - ha detto Russo Spena - che un'opera di socializzazione realizzata in tanti anni venga stroncata per motivi di potere».
Per il parlamentare di Rifondazione la cooperativa (cui è stato venduto l'immobile dal Comune) non è la controparte in questa vicenda», lo è invece l'amministrazione comunale «che deve abbandonare questo atteggiamento di potere ed arrogante ed impegnarsi a risolvere il problema sia sulla destinazione d'uso dell'area, sia sulla sede del centro sociale».
Russo Spena ha precisato poi, che al suo arrivo i sigilli erano già stati rotti.

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