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Rivendicarono delitto D'Antona: udienza 18/10 a Trani

16 presunti militanti delle Brigate Rosse per la costituzione del Partito Comunista combattente sono accusati a vario titolo di «propaganda ed apologia sovversiva o antinazionale»
Si celebrerà il 18 ottobre, nell'aula bunker del supercarcere di Trani, l'udienza preliminare a carico di 16 presunti militanti delle Brigate Rosse per la costituzione del Partito Comunista combattente, accusate a vario titolo di «propaganda ed apologia sovversiva o antinazionale». Dinanzi al Gup Maria Teresa Giancaspro compariranno Fausto Marini, Giuseppe Armante, Maria Cappello, Tiziana Cherubini, Francesco Donati, Antonino Fosso, Franco Galloni, Enzo Grilli, Franco Grilli, Franco La Maestra, Flavio Lori, Rossella Lupo, Michele Mazzei, Fabio Ravalli e Vincenza Vaccaro: alcuni di loro sono in carcere.
Tra i fatti contestati nella richiesta di rinvio a giudizio del sostituto procuratore della Repubblica di Trani Giuseppe Maralfa anche la rivendicazione dell'omicidio del prof. Massimo D'Antona, il consulente dell'ex ministro del Lavoro Antonio Bassolino, trucidato a Roma il 19 maggio'99.
L'indagine della procura di Trani fu avviata nel febbraio'99 e dunque ancor prima del delitto. Nel carcere di massima sicurezza tranese fu rinvenuto un libro sospetto che avrebbe presagito la gestazione di un movimento sovversivo. Non c'era uno specifico riferimento al delitto D'Antona, ma il ritrovamento portò ad un'inchiesta, arricchitasi il successivo 14 luglio, 2 mesi dopo il delitto, quando Fausto Marini nel corso di un processo a suo carico dinanzi all'ex pretore di Trani Michele Nardi esclamò: «Mi dichiaro prigioniero politico, devo consegnare dei documenti!». Era un'altra rivendicazione dell'omicidio D'Antona, firmata solo da Marini ma recante in calce i nomi di altri militanti.
Quel documento fu ritenuto, dunque, un'altra rivendicazione del delitto del giuslavorista: la prima avvenne 5 ore dopo l'omicidio proprio dalle Brigate Rosse per la costituzione del Partito Comunista Combattente. La rivendicazione "tranese" fu pubblicata sul "Bollettino dell'associazione solidarietà proletaria" pubblicato a Napoli. Perciò la richiesta di rinvio a giudizio è stata formulata anche per Giuseppe May, l'ex direttore del periodico, attualmente detenuto in Francia per altra causa. Qualcuno tentò la pubblicazione anche sulla rivista bolognese "Senza Censura", ma la corrispondenza fu intercettata.
L'indagine della Procura di Trani avrebbe portato linfa alle indagini sull'omicidio D'Antona, coordinata dai Pm romani Franco Ionta e Pietro Saviotti.
Il 31 ottobre 2002 il Gip di Roma Maria Teresa Covatta su richiesta della Procura della capitale dispose l'arresto di 6 presunti brigatisti: Fosso, Mazzei, Galloni, Donati e gli allora irreperibili Nadia Desdemona Lioce e Mario Galesi. A quanto pare, tra gli elementi d'indagine anche materiale sequestrato nel penitenziario di Trani il 20 Aprile 2001.
Antonello Norscia

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