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Lecce - Scoperta industria vino adulterato

Operazione "vino tranquillo" del Nucleo regionale di Polizia tributaria e dell'Agenzia delle Dogane: 7 denunciati. Un affare da 10 milioni di euro l'anno
Quadro elettrico dogana BARI - Un pannello elettrico che in realtà era una porta dalla quale si accedeva alle cisterne sotterrane, una piccola masseria che però era un enorme stabilimento per la produzione di vino o forse sarebbe meglio parlare di una miscellanea di sostanze chimiche: quel liquido bordeaux che sobolliva piano era vino soltanto al 10%.
A squarciare la membrana che separava ciò che appariva da ciò che era, ci hanno pensato i militari del Comando nucleo regionale di Polizia tributaria Puglia e i funzionari dell'Agenzia delle Dogane. Sono stati questi ultimi a scovare, grazie all'impiego di ortofoto, i contorni di un opificio e di numerose autobotti in territorio di Cutrofiano (Lecce), contrada Difesa. Successivamente, di concerto con i finanzieri, è maturata l'attività di contrasto in materia di frodi e sofisticazioni nel settore vinicolo.
«L'area - ha spiegato l'ing. Gaetano Sisto dell'Agenzia delle Dogane durante una conferenza stampa - era enorme. Su una superficie di circa 3 chilometri per tre, c'era l'opificio, ben protetto da una doppia recinzione e celato grazie ad alte siepi e filari di alberi». Lo stabilimento "ufficialmente" non esisteva e non aveva alcuna autorizzazione. Soltanto una società cartiera "esisteva" sulla carta, avendo autorizzazioni e partita IVA ma secondo gli investigatori si trattava di "contenitore vuoto", una copertura.
«All'interno della cantina non autorizzata - ha spiegato il col.Francesco Di Tommasi, comandante del nucleo regionale di polizia tributaria - sono state rinvenute diverse cisterne interrate contenenti vino in fermentazione e silos pieni di "vino tranquillo". Le cisterne erano occultate all'interno di un corridoio ricavato tra due corpi di fabbrica, al quale era possibile accedere esclusivamente attraverso una porta metallica che simulava un quadro elettrico di alta tensione».
L'intera area è stata posta sotto sequestro. Sequestrati anche 250 mila litri di "pseudo vino" e chili e chili di sostanze impiegate per la sofisticazione. Vino contraffatto «Tra gli altri - ha detto l'ing. Sisto - prodotti come il fosfato monopotassico, il fosfato diammonico cristallizzato e l'urea agricola, tutti concimi per uso agricolo verosimilmente adoperati per la fermentazione del vino sofisticato». Rinvenuti e posti sotto sequestro anche prodotti petroliferi denaturati utilizzati per usi non consentiti dalla legge.
Nell'ambito delle indagini, i militari hanno anche bloccato - all'altezza di Termoli (Cambobasso) - due autocisterne partite dall'opificio clandestino e pare dirette ad aziende vinicole del Cuneese.
Sette persone sono state denunciate all'autorità giudiziaria della Procura di Lecce e Larino (Campobasso) per violazioni in materia di bevande alcoliche, frode nell'esercizio del commercio e falso ideologico. Si tratta di quattro autotrasportatori (M.P., D.P.S., G.L. residenti a Cutrofiano ed L.P. residente a Galatina); del proprietario degli automezzi, N.B.G., e del gestore della cantina abusiva M.E. entrambi residenti a Cutrofiano e del proprietario dell'area (di cui non sono state rese note le iniziali ma pare che abbia precedenti penali specifici).
Il giro d'affari presunto, secondo gli investigatori, sarebbe di circa 10 milioni di euro l'anno.
Per accertare il grado di tossicità del prodotto vinoso, sono in corso accurate analisi chimiche.
Marisa Ingrosso

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