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Brindisi - Donna d'onore a capo del clan

Liliana Campana governava secondo gli investigatori il nuovo troncone mesagnese della Sacra corona unita, smantellato oggi con 19 ordinanze di custodia cautelare in carcere
BRINDISI - Un clan guidato da una donna nel territorio di Mesagne, storica roccaforte della Sacra corona unita nel brindisino, viene smantellato in queste ore in un'operazione della polizia nella quale sono impegnati un centinaio di agenti, con unità cinofile e con l'impiego di elicotteri.
Tra i reati contestati, oltre all'associazione per delinquere di tipo mafioso, vi sono estorsioni e attentati dinamitardi a commercianti e imprenditori, traffico di stupefacenti e di armi.
Gli agenti stanno eseguendo 19 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del tribunale di Lecce Enzo Taurino, su richiesta del pm della distrettuale antimafia salentina Guglielmo Cataldi: arresti e perquisizioni vengono compiuti nel brindisino e anche in provincia di Bologna. Sono impegnati agenti della squadra mobile della questura di Brindisi, del commissariato di Mesagne e del reparto prevenzione crimine della Puglia.

Una donna d'onore a capo del clan
Era, secondo gli investigatori, un vero capo e l'amministratrice finanziaria del clan Liliana Campana, la donna arrestata stamane dalla polizia nell'operazione per smantellare un clan della Sacra corona unita del territorio mesagnese, con agganci con la provincia di Bologna.
Liliana Campana governava secondo gli investigatori il nuovo troncone mesagnese della Sacra corona unita, smantellato oggi con 19 ordinanze di custodia cautelare in carcere.
La donna è accusata, come gli altri aderenti al clan, di associazione mafiosa, di estorsioni compiute anche con attentati dinamitardi, di traffici di droga e di armi. All'operazione - diretta dalla distrettuale antimafia di Lecce - partecipano un centinaio di agenti della questura di Brindisi e del reparto prevenzione crimine Puglia, con l'impiego di unità cinofile e di elicotteri.
Secondo gli investigatori, Liliana Campana ha 'ereditatò la conduzione del clan che faceva capo ai suoi tre fratelli: Francesco, Antonio, Sandro, via via arrestati nel corso degli anni. La donna si è trovata così a gestire gli affari del gruppo delinquenziale, attività che, secondo gli investigatori, la donna compiva col suo compagno, Andrea Liberato, arrestato stamane anche lui.
Liliana Campana guidava dunque il clan ma - è emerso dalle indagini - era anche l'amministratrice del patrimonio di tutto il gruppo e la custode delle armi.
Le indagini sono state avviate un paio di anni fa ed hanno utilizzato anche intercettazioni ambientali e telefoniche: durante questo periodo in varie operazioni sono stati sequestri una settantina di chilogrammi di droga, in prevalenza eroina e cocaina, numerose armi e munizioni.

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