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Bari - Nuovo agguato nella città vecchia

Nel mirino dei sicari un quattordicenne salvo per l'intervento provvidenziale di alcune donne; avrebbe fatto da palo durante la sparatoria di ieri
BARI - Si è salvato per un po' per fortuna e un po' per l'intervento tempestivo delle donne di Bari vecchia, il ragazzino di 14 anni vittima designata di un commando che avrebbe dovuto vendicare, a sole 24 ore di distanza e praticamente nello stesso posto, il ferimento del pregiudicato Luigi Milloni avvenuto il 15 giugno scorso nei pressi della cattedrale.
Il quattordicenne era stato individuato come obiettivo dal clan Strisciuglio perchè avrebbe fatto da palo per conto del clan Capriati durante l'agguato del giorno prima, indicando ai sicari il momento opportuno per colpire Milloni. Quando, però, i tre sicari hanno fatto il loro ingresso a Bari Vecchia in sella a due scooter, tutti armati con pistole, tra i vicoli si è sparsa subito la voce. Il ragazzino, che è ora sotto protezione, è riuscito così a rifugiarsi appena in tempo in un portone mentre le donne della città, che presidiano il loro quartiere (intervenendo a volte contro i clan e a volte contro le forze dell'ordine), sono scese per strada costringendo i tre ad allontanarsi senza sparare nemmeno un colpo. Durante la fuga uno di loro è anche caduto dallo scooter.
Alla polizia è toccato poi il compito di ricostruire, con la collaborazione di qualcuno ma anche con intercettazioni ambientali e telefoniche, quanto era avvenuto e individuare i presunti responsabili.
Così il pm della distrettuale antimafia Desireè Di Geronimo ha emesso prevvedimenti di fermo nei confronti di Fancesco Strisciuglio, di 28 anni, pregiudicato, nipote dell' omonimo capo clan ucciso nell' agosto scorso nel quartiere San Girolamo, e di Salvatore Di Matteo, di 21 anni,anche lui con precedenti penali. I due sono stati fermati dalla polizia la scorsa notte insieme con un diciassettenne. Sono accusati di detenzione e porto illegale aggravata dall'avere agevolato un clan mafioso.
Strisciuglio, dopo un periodo di 'esilio', era ritornato da un mese a vivere a Bari vecchia, forse tranquillizzato dalla ridotta presenza di esponenti del clan rivale dei Capriati decimato da arresti. Di Matteo, ritenuto dagli investigatori di spessore criminale superiore, vive nel quartiere Libertà e spesso era stato fermato in compagnia di esponenti del clan Strisciuglio.
Il loro fermo, secondo il questore, Giuseppe Zannini WQuirini, rappresenta un doppio successo, in primo luogo perchè è stato sventato un ennesimo agguato, in secondo luogo perchè rappresenta la risposta immediata dello Stato al ferimento del 15 giugno. Per il questore, la criminalità barese ha una pericolosità aggiuntiva, dovuta al fatto che a sparare spesso sono persone che sparano nel mucchio, a pochi metri di distanza sparano 18-20 colpi senza riuscire a centrare il bersaglio e spesso coinvolgendo innocenti passanti. Per il questore questo rappresenta un pericolo costante e in passato ha mietuto vittime innocenti e giovanissime come Michele Fazio e Gaetano Marchitelli che avevano 16 e 15 anni quando sono stati uccisi. Per il questore, quindi, non è possibile lasciare la città nelle mani di questa criminalità: Zannini Quirini ha perciò confermato la volontà di realizzare livelli di «tolleranza zero».
I fermi della notte scorsa sono stati realizzati anche con l'aiuto della gente del quartiere. «E' anche questo che ci serve - ha detto Zannini Quirini - non chiediamo a nessuno di rischiare la vita per aiutarci, ma basta anche una segnalazione anonima al 113 per metterci sulla strada giusta».

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