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A Rignano rischi per cinque ponti sommersi

Nei prossimi giorni verrà chiesto alla Regione Puglia e al governo Berlusconi il riconoscimento dello stato di calamità. Si chiede anche di provvedere in tempi celeri alla realizzazione del nuovo ponte di Villanova senza aspettare che giunga il 2006
Rischiano di crollare cinque ponti sommergibili a Rignano Garganico per lo stato di piena del Candelaro, ingrossato dopo le ultime precipitazioni piovose dei giorni scorsi. A lanciare l'allarme è stato, l'altra mattina, l'assessore al ramo Pietro Bergantino, che si è detto molto preoccupato anche per la situazione dei campi, dove le colture del grano e del pomodoro sembrano oramai definitivamente compromesse, con danni che sfiorano diversi miliardi di vecchie lire. Nei prossimi giorni, come ha riferito lo stesso Bergantino, verrà chiesto alla Regione Puglia e al governo Berlusconi il riconoscimento dello stato di calamità.
La situazione più incresciosa si è registrata tra le località Piccirilli e Villanova, dove le acque del fiume Candelaro hanno letteralmente invaso i campi e sommerso gli unici ponti che collegano la Pedegarganica al resto della piana del Tavoliere. Rischiano tuttora di essere travolti dalle acque le strutture pontili di Accinni, delle Grotte, della Marana e appunto di Piccirilli e Villanova. Tutto ciò a causa, pare, della cattiva manutenzione dei corsi d'acqua e dello stato di degrado delle arterie provinciali. La notte scorsa, per tenere sotto controllo lo stato dei ponti, lo stesso Bergantino, in compagnia di una squadra del locale comando dei carabinieri, del sindaco Matteo Viola e dell'assessore ai lavori pubblici Donato Del Priore, ha sorvegliato di persona quasi tutto il tratto interessato dalla piena, tenendo pronto il telefonino per eventuali emergenze.
«Abbiamo saputo che la Provincia di Foggia ha inserito la costruzione del solo ponte di Villanova nel programma triennale delle opere pubbliche - ha spiegato Bergantino agli organi di stampa intervenuti massicciamente sul posto - ma lo si realizzerà, se lo si realizzerà, solo nel 2006. Per questo voglio appellarmi al buon senso e all'attaccamento alla nostra realtà del presidente Carmine Stallone, perché intervenga in prima persona per risolvere questo annoso problema che, ad ogni pioggia, mette sotto pressione e compromette irrimediabilmente le colture. Allo stesso modo chiedo al Consorzio di Bonifica di Capitanata, competente sul Candelaro, di intervenire meno nei casi di emergenza e di effettuare più manutenzione dei corsi d'acqua, delle idrofore, delle tubature e dei canali di sicurezza. Come amministrazione comunale abbiamo rinunciato a scrivere agli Enti competenti, perché non ci ascoltano. Non ci ascolta la Provincia, non ci ascolta la Regione, non ci ascolta il Consorzio, non ci ascolta il genio civile, non ci ascolta il governo centrale. A chi dobbiamo rivolgerci per vederci scongiurare il pericolo di altri crolli, così come avvenuto nel 2002, e per mettere in sicurezza i campi e gli agricoltori?».
Più dura la presa di posizione della Confederazione Italiana Agricoltura che, per bocca di Antonello Gentile, dirigente locale del sodalizio, ha minacciato blocchi ad oltranza della Pedegarganica. «Siamo oramai arrivati alla disperazione - ha spiegato Gentile, uno dei giovani imprenditori più attivi della piana rignanese - chi ci ripagherà dai danni di questi giorni, provocati non solo dalla pioggia, ma anche dall'incuria di chi dovrebbe gestire dei flussi d'acqua e non lo fa a dovere? Non ci resta che agire con azioni clamorose di protesta, paghiamo le tasse e vogliamo il rispetto dei nostri diritti. Esigiamo il riconoscimento dello stato di calamità naturale. Alla Provincia chiediamo la realizzazione di ponti veri, che non ci facciano rischiare la pelle, ad ogni minima pioggerellina, per andare a lavorare nei campi ubicati oltre il Candelaro. Abbiamo delle famiglie, abbiamo il diritto pure noi ad una vita il più possibile serena. Intervenga Stallone in prima persona, lo invitiamo a visitare i campi ridotti in queste condizioni per meglio capire di cosa stiamo parlando».
Dal comune di Rignano si chiede, infine, di provvedere in tempi celeri alla realizzazione del nuovo ponte di Villanova (e degli altri di cui si è detto) senza aspettare che giunga il 2006.

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