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Appalti&Sanità in Calabria: indagati tarantini

Nei guai Armando Parnasso e Antonia Manghisi, già presunti promotori della maxi-truffa messa a segno ai dani dell'azienda sanitaria locale Taranto 1
TARANTO - Nuovi guai giudiziari per Armando Parnasso e Antonia Manghisi, due dei presunti promotori della maxi-truffa messa a segno ai dani dell'azienda sanitaria locale Taranto 1. Questa volta le cattive notizie giungono dalla Calabria, dove la Manghisi per quasi un anno (e fino al 23 aprile del 2002, giorno dell'arresto ordinato dalla Procura di Taranto) ha svolto la funzione di direttore generale dell'azienda ospedaliera "Pugliese - Ciaccio" di Catanzaro. Quattordici informazioni di garanzia, infatti, sono state emesse dal pubblico ministero Mariacarla Sacco, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Catanzaro, nell'ambito di una inchiesta avviata sullo svolgimento di una gara d'appalto indetta dall'azienda ospedaliera «Pugliese - Ciaccio», quando direttore generale era la 56enne tarantina Antonia Manghisi.
Il provvedimento, che vale anche come avviso di chiusura delle indagini preliminari, è stato notificato, oltre che alla Manghisi, anche all'imprenditore tarantino Armando Parnasso, 54 anni, ai suoi collaboratori Manlio Coppola, 42 anni, Massimo Sebastio, 45 anni, Angelo Raffo, 65 anni, Stefania Di Michele, 32 anni, Giancarlo Alain Mosca, 37 anni e ai calabresi Aldo Corea, 64 anni (ex direttore amministrativo dell'azienda ospedaliera di Catanzaro), Egidio Scarpelli, 63 anni, Domenico Francesco Rizzo, 66 anni, Francesco Paolo Noviello, 46 anni, Giuseppe Ciampa, 59 anni, Massimo Mauro, 43 anni, Gennaro Viotti, 66 anni.
Il pubblico ministero contesta ai 14 indagati - a vario titolo - la frode nelle pubbliche forniture, l'omissione di atti d'ufficio, l'abuso d'ufficio e il falso.
Nel mirino della procura calabrese, in particolare, è finita una gara d'appalto, con evidenza europea, indetta nel 2001 dall'azienda ospedaliera di Catanzaro, quando Antonia Manghisi svolgeva la funzione di direttore generale, per l'archiviazione ottica della documentazione cartacea dell'ente. La gara fu vinta da una associazione temporanea di imprese ispirata dall'imprenditore Armando Parnasso e composta da aziende da lui, direttamente e indirettamente, controllate. La ditta seconda classificata, la Datel spa, propose ricorso al Tar della Calabria, ottenendo l'annullamento della delibera relativa alla gara ma la Manghisi procedette ugualmente all'affidamento del lavoro alle ditte di Parnasso. Nei prossimi giorni gli avvocati di Antonia Manghisi, Franco Palazzo e Carlo Taormina, chiederanno copia degli atti e presenteranno una memoria difensiva.
A Taranto, sono venticinque le persone per le quali il procuratore capo Aldo Petrucci ed il sostituto procuratore Pietro Argentino hanno chiesto il rinvio a giudizio nell'ambito delle indagini preliminari riguardo alla presunta maxi-truffa messa a segno ai danni dell'Asl Taranto 1. E' ancora nella fase iniziale, invece, l'indagine sulla gestione dell'azienda ospedaliera "Santissima Annunziata" di Taranto, procedimento per il quale ad aprile è stato chiesto l'arresto del senatore di Forza Italia Giuseppe Nocco, ex direttore generale dell'ente pubblico.
Mimmo Mazza

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