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Bagarre in Consiglio regionale: l'opposizione esce

Abbandonata per protesta l'aula dopo il conteggio per la verifica del numero legale. Grazie ad un'interpretazione proposta dal presidente Fitto - che ha scatenato lo scontro - approvata la legge sugli aiuti alle imprese
BARI - Tensione, richieste di verifica del numero legale, conflitti verbali, attacchi alla presidenza del consiglio da parte dell'opposizione di centrosinistra: in questo clima è stato approvato dalla sola maggioranza di centrodestra in consiglio regionale pugliese (l'opposizione ha abbandonato per protesta l'aula) il disegno di legge sui regimi regionali di aiuto alle imprese.
Pomo della discordia tra maggioranza e opposizione, un emendamento di Maniglio (Ds) con il quale si voleva inserire il principio di privilegiare, negli aiuti concessi alle imprese, i progetti che prevedevano le assunzioni a tempo indeterminato. Una posizione questa non condivisa dalla maggioranza secondo la quale una simile posizione avrebbe privilegiato alcune imprese anziché altre e sarebbe andata contro le indicazioni espresse a livello comunitario.
Sull'art.4, dove l'opposizione avrebbe voluto inserire la proposta di Maniglio, è stata chiesta dai diessini la prima verifica del numero legale, con l'allontanamento dall'aula dei consiglieri di opposizione. Il risultato - secondo l'ufficio di presidenza - consentiva il raggiungimento del numero legale con 29 consiglieri presenti. Successivamente l'opposizione ha chiesto, in sede di votazione dell'intero articolo, l'appello nominale ed a questo punto si è aperto un duro scontro verbale tra consiglieri di opposizione, che contestavano il precedente calcolo sui presenti in aula sostenendo che il numero di 29 era palesemente "gonfiato", e la presidenza del consiglio presieduta in quel momento da Aldo Aloisi (FI).
«Buffone, buffone» ha cominciato a gridare, rivolto al presidente dell'assemblea, Mario Loizzo (Ds), seguito dagli altri consiglieri di opposizione. E Aloisi gli ha risposto gridando: «Io qua dentro vi rispetto ma se esco vi prendo...». È sopraggiunto in aula il presidente del consiglio regionale, Mario De Cristofaro (An), che ha assunto la presidenza dei lavori, mentre la forte polemica verbale tra i due schieramenti proseguiva.
L'opposizione ha quindi chiesto nuovamente la verifica del numero legale: a questo punto è passata la tesi, sostenuta dal presidente della Regione Puglia, Raffale Fitto, secondo cui il consigliere Andrea Silvestri, attualmente detenuto in carcere, era da considerare assente per impedimento e quindi automaticamente in congedo. Pertanto risultavano 9 consiglieri assenti per congedo anziché 8 e ciò comportava un abbassamento del quorum a 26, esattamente il numero dei presenti raggiunto in quel momento dalla maggioranza.
Il risultato della verifica ha creato un nuovo momento di tensione in aula , con grida di dissenso da parte dei consiglieri del centrosinistra e pesanti accuse reciproche tra maggioranza e opposizione. L'esito delle diverse verifiche del numero legale e l'interpretazione sulla assenza del consigliere Andrea Silvestri ha ingenerato nei gruppi di opposizione la certezza di una forzatura nel mantenimento del numero legale da parte della maggioranza.
A questo punto, tra le ire delle forze di centrosinistra il consigliere Pietro Pepe (portavoce della Margherita) ha parlato a nome dell'opposizione affermando che «a seguito della votazione che mette in imbarazzo l'intero consiglio, l'opposizione e il Prc abbandonano l'aula per protesta». I consiglieri di opposizione hanno abbandonato i lavori e la maggioranza ha votato, approvandoli, prima il disegno di legge sugli aiuti alle imprese e poi quello sulla riclassificazione dei parchi naturali di Porto Selvaggio e Lama Balice che vengono confermati parchi naturali regionali.
La gestione provvisoria dei due parchi naturali è affidata rispettivamente al sindaco di Nardò e al sindaco di Bari, mentre la vigilanza sulla gestione è affidata all'Ufficio Parchi e Riserve naturali della Regione Puglia. Per quanto riguarda il disegno di legge sugli aiuti alle imprese è da segnalare, tra l'altro, l'approvazione di un emendamento presentato dal consigliere Camilli (FI) e fatto proprio dall'assessore al bilancio, Rocco Palese (FI), con il quale si stabilisce che le imprese che concorrono alle agevolazioni alla legge dovranno essere in regola con il collocamento obbligatorio riservato alle categorie privilegiate.

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