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20 milioni di euro per chi produce energia pulita

I fondi saranno erogati a chi istalla e realizza parchi eolici e poi a chi costruisce macchine eoliche. Se n'è parlato durante un convegno a Taranto nell'ambito della Giornata nazionale delle energie rinnovabili • L'esempio di Specchia (LE)
TARANTO - Impresa ed ecosostenibilità sembrano il binomio su cui la Regione Puglia intende puntare nell'immediato prossimo futuro come emerso dal convegno, tenutosi nei giorni scorsi a Taranto, nell'ambito della Giornata nazionale riservata alle energie rinnovabili. La Puglia - com'è stato ufficializzato dal funzionario dell'assessorato regionale alle Attività produttive, Francesco De Grandi - intende investire nel settore «dell'energia pulita» circa 20 milioni di euro, rivenienti dalla rivisitazione della misura 1.9 dei Por che contempla la possibilità di interventi a favore delle fonti di energia rinnovabile.
In prima battuta, questi fondi potranno essere erogati in favore di chi istalla e realizza parchi eolici, senza, però, escludere che in seguito possano essere di incentivo a chi anche costruisce macchine eoliche.
Il convegno promosso dalla Iwt, azienda produttrice di pale e navicelle per lo sfruttamento del vento per produrre energia elettrica e facente capo al gruppo danese Westas, ha fatto in modo che il dibattito su un tema di tale portata investisse il grande pubblico.
Le più importanti novità sono venute proprio dal fronte regionale e De Grandi ha ricordato che il governo regionale, sinora, ha avviato i bandi per le biomasse, per i quali è stato finanziato soltanto un impianto superiore ai 10 Megawatt per circa 21 milioni di euro, il fotovoltaico, per cui ci sarà un impegno di soli 7 milioni perché le proposte di progettazioni (135) sono state inferiori alle domande (207), ed il solare termico, per le cui 640 proposte sono stati già impegnati circa un milione e mezzo di euro.
L'azienda tarantina, una delle più grosse realtà nel settore in campo nazionale, si potrà, perciò, porre in pole position nella produzione ed istallazione delle centraline.
S'immagina che non solo l'intera Puglia possa divenire terra «alternativa» come il Comune di Specchia nel leccese. «Sono migliorate di molto - ha affermato Tabarelli, presidente della stessa Iwt - perché lo sfruttamento del vento possa incentivarsi e consentire un notevole risparmio dell'utilizzo del petrolio per produrre energia elettrica. Una nuova normativa di riferimento, derivato dal ddl Marzano, consente, a partire già da quest'anno, di poter immettere in rete un maggiore quantitativo di energia rinnovabile. Sinora è stato possibile immettere in rete solo il 2% e verrà incrementato dello 0.35%. Questa pur minima quota, inferiore comunque allo 0.50% richiesto, ha consentito alla Iwt di superare una grave crisi aziendale, tanto da aver potuto incrementare le linee di produzione ed aumentato gli occupati. L'impegno, ora, è quello di sollecitare tutte le Regioni a dotarsi di regole utili a soddisfare al meglio tutte le richieste di istallazione per l'utilizzo dell'eolico».
Paolo Lerario
lerariop@libero.it

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