Non più Bat ma BT Per sesta provincia montano polemiche
di RINO DALOISO
BARLETTA - Il centrosinistra è stato per anni appeso ad un trattino e ad un quesito (e forse non ha ancora sciolto l’angoscioso dilemma): ma centrosinistra si scrive senza il famigerato segno di punteggiatura o con? Insomma, è «centrosinistra» o «centro-sinistra »? Sulla differenza apparentemente irrisoria, si sono esercitate schiere di politici e politologi: quell’esile linea non lo sa, ma dischiude o preclude vasti ed imperscrutabili scenari politici. Figuriamoci, allora, se poteva sottrarsi al dilemma proprio la sesta Provincia di Barletta- Andria-Trani, che, come Giano addirittura trifronte, di trattini ne potrebbe contare addirittura due e di lettere anche di più: tre. Sì, un record. Ma una è di troppo.
E così la commissione affari istituzionali della Regione Puglia ieri ha approvato la proposta di legge presentata dal consigliere Giuseppe Cioce (centrosinistra, barlettano) che pota l’acronimo: le due consonanti rimangono, la vocale invece cade. Dal fumettistico «Bat», con il corredo annesso di freddure e battutacce, insomma, si passa alla più sobria seppur impronunciabile «Bt».
«Un atto necessario - ha sottolineato Cioce - perché l’attuale sigla Bat genera equivoci sulle ricette mediche. Negli stampati a disposizione dei sanitari, i “quadratini” per indicare l'Asl provinciale sono solo due. Quando i medici segnano “B at ”, la lettura ottica finisce per attribuire le ricette alle aziende sanitarie di Asti (At) o Bari (Ba)». Nel computo dei capoluoghi, che nel nostro caso sono tre (Barletta, Andria, Trani), scompare, però, proprio l’iniziale di una delle tre città: Andria.
Va bene che le sigle sono come i codici binari e non prevedono l’appendice della terza lettera, ma come la mettiamo con la policentricità del nuovo ente anche nella sigla che lo indica? E così, per equanimità e per non scontentare nessuno, già dalla sua istituzione (primavera del 2004), la Provincia di Barletta-Andria-Trani diventò Provincia «Bat». L’Asl istituita dalla Regione si uniformò: Asl Bat. Ma il decreto del Presidente della Repubblica emanato il 15 febbraio 2006 corresse quella dizione: nessuna eccezione alla regola delle due lettere. Nel provvedimento «recante modifiche all’appendice XI del regolamento di esecuzione del codice della strada in materia di individuazione delle sigle di immatricolazione di veicoli per le nuove province», dopo le parole «Bari (Ba)» comparve «Barletta-Andria-Trani (Bt)». Tutto risolto? Macché. La decisione della commissione regionale, attesa ora al vaglio dell’aula, rischia di gettare ulteriore benzina sulla disputa per la sede legale, contesa tra Barletta e Andria. Al confronto, la quadratura del cerchio rischia di apparire un gioco da ragazzi.
BARLETTA - Il centrosinistra è stato per anni appeso ad un trattino e ad un quesito (e forse non ha ancora sciolto l’angoscioso dilemma): ma centrosinistra si scrive senza il famigerato segno di punteggiatura o con? Insomma, è «centrosinistra» o «centro-sinistra »? Sulla differenza apparentemente irrisoria, si sono esercitate schiere di politici e politologi: quell’esile linea non lo sa, ma dischiude o preclude vasti ed imperscrutabili scenari politici. Figuriamoci, allora, se poteva sottrarsi al dilemma proprio la sesta Provincia di Barletta- Andria-Trani, che, come Giano addirittura trifronte, di trattini ne potrebbe contare addirittura due e di lettere anche di più: tre. Sì, un record. Ma una è di troppo.
E così la commissione affari istituzionali della Regione Puglia ieri ha approvato la proposta di legge presentata dal consigliere Giuseppe Cioce (centrosinistra, barlettano) che pota l’acronimo: le due consonanti rimangono, la vocale invece cade. Dal fumettistico «Bat», con il corredo annesso di freddure e battutacce, insomma, si passa alla più sobria seppur impronunciabile «Bt».
«Un atto necessario - ha sottolineato Cioce - perché l’attuale sigla Bat genera equivoci sulle ricette mediche. Negli stampati a disposizione dei sanitari, i “quadratini” per indicare l'Asl provinciale sono solo due. Quando i medici segnano “B at ”, la lettura ottica finisce per attribuire le ricette alle aziende sanitarie di Asti (At) o Bari (Ba)». Nel computo dei capoluoghi, che nel nostro caso sono tre (Barletta, Andria, Trani), scompare, però, proprio l’iniziale di una delle tre città: Andria.
Va bene che le sigle sono come i codici binari e non prevedono l’appendice della terza lettera, ma come la mettiamo con la policentricità del nuovo ente anche nella sigla che lo indica? E così, per equanimità e per non scontentare nessuno, già dalla sua istituzione (primavera del 2004), la Provincia di Barletta-Andria-Trani diventò Provincia «Bat». L’Asl istituita dalla Regione si uniformò: Asl Bat. Ma il decreto del Presidente della Repubblica emanato il 15 febbraio 2006 corresse quella dizione: nessuna eccezione alla regola delle due lettere. Nel provvedimento «recante modifiche all’appendice XI del regolamento di esecuzione del codice della strada in materia di individuazione delle sigle di immatricolazione di veicoli per le nuove province», dopo le parole «Bari (Ba)» comparve «Barletta-Andria-Trani (Bt)». Tutto risolto? Macché. La decisione della commissione regionale, attesa ora al vaglio dell’aula, rischia di gettare ulteriore benzina sulla disputa per la sede legale, contesa tra Barletta e Andria. Al confronto, la quadratura del cerchio rischia di apparire un gioco da ragazzi.