Otto le prostitute denunciate, bulgare e romene, per non aver ottemperato ai fogli di via notificati loro in passato per «invitarle» a lasciare Foggia. Sette di loro erano già note ai poliziotti che le avevano ripetutamente controllate nei mesi e negli anni scorsi, notificando il foglio di via; l’ottava è la bellissima romena identificata per tre sere di seguito. Era la più ricercata dai clienti, tant’è che sono dieci gli automobilisti identificati e multati dopo essersi appartati con lei.
Tre settimane fa un analogo servizio della polizia, sempre su via Bari e nella zona del «Salice», aveva portato all’identificazione di 30 clienti con relative multe da 50 euro. I 40 foggiani - il più giovane di vent’anni, il più anziano di 65 - identificati negli ultimi tre giorni sono clienti nuovi: nessuno di loro era stato multato nelle precedenti retate. Anche questa volta i poliziotti in borghese si sono appostati sulle strade del sesso e prima di intervenire hanno atteso che la contrattazione tra «lucciola» e automobilista si concludesse, con la donna che saliva sulla macchina: a quel punto gli agenti si presentavano, identificando i proprietari delle macchine e multandoli. «I controlli sono finalizzati - spiega la Questura - non solo alla repressione del fenomeno della prostituzione e dell’immigrazione clandestina, ma anche a garantire la sicurezza stradale».
La decisione di «puntare» e punire soprattutto i clienti rappresenta un cambio di strategia nella lotta ai fenomeni di prostituzione adottata dalla Questura, che sino ad un mese fa aveva privilegiato le «retate» di lucciole: si tratta per lo più di romene, bulgare e qualche nigeriana che si spartiscono i posti dove «battere» sulla statale 16 in direzione di Cerignola e nella zona del «Salice». Questi controlli - con sporadiche multe di qualche cliente - avevano portato a identificare una trentina di straniere, quasi sempre le stesse, puntualmente fermate, accompagnate in Questura per l’identificazione, rilasciate con notifica del foglio di via: significa, in linea teorica, che il destinatario del provvedimento ha il divieto di tornare in città per un periodo che oscilla da due a tre anni. Ma le retate e i controlli hanno finito per dimostrare che le prostitute tornavano regolarmente a battere negli stessi posti, tant’è che c’è chi nel giro di pochi mesi ha «collezionato» sino a una mezza dozzina di fogli di via.
Al di là dell’imbarazzo di molti clienti e delle scuse più svariate al momento dell’identificazione («ho chiesto un’informazione»; «volevo soltanto far riposare la signorina invitandola in auto»; «è la prima volta che pago una donna per fare sesso»), quasi tutti i multati erano preoccupati per le conseguenze della contravvenzione. C’è chi ha chiesto di pagare subito l’obolo e chiudere il caso, ma i poliziotti hanno spiegato che non è possibile. A tutti i multati è stata spiegata dagli investigatori la procedura: è stato comunicato il numero di conto corrente sul quale versare i 50 euro presso uffici postali o tesoreria comunale, per poi presentarsi in Questura con la ricevuta di pagamento. Saranno poi i poliziotti a trasmetterla ai vigili urbani che chiuderanno la vicenda, senza che la multa venga notificata a casa, magari nelle mani «sbagliate» della moglie. A chi non paga entro un certo lasso di tempo i 50 euro previsti dall’ordinanza emanata dal sindaco alla vigilia dello scorso Natale («si fa divieto a chiunque, su tutte le aree soggette a pubblico passaggio, di contattare soggetti dediti alla prostituzione»), la multa viene notificata a casa.













