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Bari, sequestrata Torre Quetta: amianto

Contaminata anche la prosecuzione della spiaggia verso sud, per 300-400 metri. La relazione dell'Arpa non lascerebbe dubbi sulla presenza delle micidiali fibre di amianto, causa principale di gravi forme di tumore
BARI, 1 maggio 2004 - E' stata posta oggi sotto sequestro dalla Polizia municipale la spiaggia di Torre Quetta, lungo il litorale sud di Bari, dove è stata riscontrata presenza di amianto.
Il sequestro è stato disposto dal sostituto procuratore del tribunale di Bari Ciro Angelillis, sulla base di una relazione che l'Arpa, agenzia regionale per l'ambiente, gli ha consegnato sullo stato di salute di quel tratto di litorale. Una relazione che non lascerebbe dubbi sulla presenza delle micidiali fibre di amianto, che sono causa principale di gravi forme di tumore. Il provvedimento del magistrato riguarda non solo Torre Quetta, ma anche la sua prosecuzione verso sud, per un tratto di litorale di 300-400 metri.
Da alcuni mesi Angelillis indaga sui frequenti ritrovamenti di amianto avvenuti oltre che sulla spiaggia sequestrata oggi, anche su quella adiacente ad essa, 'Pane e Pomodoro', più vicina alla città, dove in passato sorgevano discariche abusive nelle quali venivano smaltiti anche manufatti di amianto verosimilmente prodotti - secondo le indagini - dalla fabbrica di cemento-amianto Fibronit di Bari operativa fino agli anni '80.
Nelle settimane scorse, a seguito della relazione dell'Arpa (Agenzia regionale per l'ambiente) di Puglia che, su richiesta della Procura, aveva accertato l'esistenza sulle due spiagge del pericoloso 'amianto blu', l'ufficio del demanio aveva invitato il sindaco, Simeone Di Cagno Abbrescia, a transennare immediatamente la zona del litorale e a provvedere alla bonifica, ma l'invito è rimasto disatteso.
Interpellato a proposito del provvedimento di sequestro, l'assessore all'Ambiente del Comune di Bari, Egidio Pani, ha ricordato che «già il 22 aprile il Comune aveva riunito il 'tavolo tecnico' sull'amianto, il quale aveva detto che occorreva seguire delle procedure». «In sostanza - ha aggiunto - ora il magistrato ci invita a non perdere tempo: sono passati altri dieci giorni e bisogna chiudere per evitare rischi». «Va anche detto però - ha proseguito Pani - che non è che il Comune non si è mosso, il problema è che la cosa è complicata; bisogna stabilire qual è il tipo di intervento più opportuno da fare in una zona nella quale pare sia stato sversato nei decenni addietro materiale di risulta della lavorazione dell'amianto. Problema questo che riguarda non solo Torre Quetta ma anche la zona più a sud, che è quella che è stata poi chiusa dal magistrato».

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