Mercoledì 19 Dicembre 2018 | 08:07

Faida garganica ucciso pregiudicato su sedia a rotelle

Un pregiudicato costretto su una sedia a rotelle per le ferite riportate in un agguato compiuto sei anni fa, è stato ucciso stamattina con colpi di pistola nel centro abitato di Manfredonia, nel foggiano. La vittima è Andrea Barbarino, di 28 anni, di San Giovanni Rotondo
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Faida garganica ucciso pregiudicato su sedia a rotelle
MANFREDONIA (FOGGIA) – La faida del Gargano è riesplosa. Ed è ormai chiaro che i killer non si fermeranno davanti a nessuno. Come non si sono fermati stamattina davanti ad un pregiudicato immobilizzato su una sedia a rotelle, ferito alla schiena da tre dei quattro colpi di fucile a canne mozze sparati da un’auto in corsa sulla quale c'erano due sicari. 

Andrea Barbarino, di 28 anni, ritenuto vicino al clan mafioso Libergolis, è stato ucciso così davanti alla sua casa di Manfredonia, nel foggiano. Barbarino è considerato dalla procura antimafia di Bari un personaggio 'minorè tra quelli affiliati ai clan coinvolti nella sanguinosa faida del Gargano che in una trentina d’anni ha provocato ormai una quarantina di omicidi. Ma la sua uccisione – secondo la polizia – potrebbe essere la risposta della mafia garganica all’omicidio di Franco Romito, l’imprenditore di 43 anni e presunto boss assassinato il 21 aprile scorso a Manfredonia assieme al suo autista, Giuseppe Trotta. 

Dietro l'uccisione di Romito la polizia sospetta, infatti, che ci sia la firma dei Libergolis, clan mafioso al quale Romito è stato accusato di appartenere prima di essere assolto anche in appello dai reati di associazione mafiosa, traffico di droga e duplice omicidio. Secondo gli investigatori, i Libergolis potrebbero aver assassinato il loro ex alleato dopo che questi era tornato in libertà (nel giugno 2008) e dopo aver scoperto, leggendo gli atti del processo a loro carico, che Romito li aveva 'venduti' perchè era un confidente dei carabinieri. Dopo l’assassino di Romito – ricostruiscono oggi gli investigatori – la mala avrebbe regolato i conti con i Libergolis: per questo sarebbe stato deciso l’omicidio di Barberino. 

Il pregiudicato ucciso era costretto su una sedie a rotelle per le ferite riportate in un agguato subito nel 2003. Negli anni scorsi era stato assolto al termine del maxi processo scaturito dall’operazione 'Iscaro-Saburo' che nel giugno 2004 portò all’arresto di oltre 100 persone. Il 2 ottobre 2000 Barbarino sfuggì ad un agguato assieme al suo Michele Santoro (poi ucciso nel 2003). 
All’epoca imperversava la guerra tra il clan Libergolis (al quale tutti e due erano ritenuti affiliati) e la famiglia Mangini. In risposta all’agguato – secondo gli investigatori – furono assassinati due esponenti del clan Mangini: il 29 ottobre 2000 venne ucciso Matteo Ferrandino, mentre Matteo Mangini venne assassinato il 2 settembre 2001 a soli 20 anni.

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