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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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Comizio di Grillo "basta casta a Bari"

Beppe Grillo sfodera il meglio del repertorio «anti casta» nella serata del comizio elettorale per la presentazione dei candidati della lista «Per una Bari a cinque stelle». Il programma amministrativo: raccolta differenziata al 100% («a Bari l’attuale fa schifo»). E trasporti pubblici non inquinanti. Infine più verde urbano, «attraverso una vera e propria implosione cittadina, e le concessioni edilizie solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazione d’uso di aree industriali dismesse»
Comizio di Grillo "basta casta a Bari"
BARI - Pantaloni bianchi, camicia bianca, giacca sahariana. Beppe Grillo sfodera il meglio del repertorio «anti casta» nella serata del comizio elettorale per la presentazione dei candidati della lista «Per una Bari a cinque stelle». L’appuntamento è in un affollato corso Vittorio Emanuele, su un palco davanti al palazzo dell’Economia, in realtà meno soffocante. Ad occhio e croce circa un migliaio di persone, nonostante il genovese sia bene noto per la lingua al cianuro. 

Repertorio solito - come detto - con il dagli addosso ai giornalisti, agli editori, agli imprenditori, ai politici. Ossia la casta, con le immancabili puntate ai «vaffa» ormai famosi. La panoramica di un paese in piano declino analizza tutti gli spicchi: la Fiat «che vive di cassintegrazione e di manager con la residenza in Svizzera»; il sindacato, «i fatti di Torino? gli operai hanno capito che il sindacato li ha mollati dieci anni fa»; l’immancabile Telecom; Berlusconi, «non è granché nemmeno come imprenditore, infatti punta sul digitale terrestre che è una tecnologia già morta». E l’ambiente, il no alle centrali nucleari, agli inceneritori. Pollice verso anche per Prodi, «autore della legge più brutta della storia italiana, quella del segreto di Stato su tutte le vicende che riguardano i rifiuti, le discariche». 

Parte in quarta il leader-novità, da un po’ di tempo a questa parte, nel panorama politico italiano. Dietro di lui, gli aspiranti consiglieri, «rigorosamente informati, non legati ad alcun partito e incensurati. Se entrano al Comune fanno un culo così»); un medico (che poi parlerà di inquinamento «nella regione più inquinata d’Italia, la Puglia»), il candidato sindaco per Bari, Alfonso detto Lello Ciampolillo, 37 anni impiegato ed esperto nel settore delle telecomunicazioni. 

I grillini sono cresciuti d’età, i giovani ci sono ma sono meno di quelli che ci si aspettava. La mezza età trionfa, e poi i curiosi attratti, ad occhio e croce, più dal personaggio di spettacolo che da dal suo aspetto politico. 

Fa caldo, ci si deve districare in una piazza Prefettura completamente transennata, con in mezzo al pubblico il parcheggio del bike sharing. Ecco le bici. Il grillino doc le usa, ce ne sono molte, e ne abusa, sono poggiate spesso dove capita. Tocca al dottor Di Ciaula, medico col pallino per l’ecologia e l’ambiante, «perché voglio lavoarare meno». E invece? «E invece - attacca - la Puglia è la regione con la più alta concentrazione di sostanze nocive». Co2, benzene, diossina. «Bari ha la maglia nera; la sua provincia uno dei più alti tassi di ricoveri per tumori maligni». E il futuro, «con la centrale a turbogas e l’inceneritore, sarà pure peggio, con un aumento del 3 per cento della mortalità giornaliera: tutto solo per pura speculazione ». 

Infine il programma amministrativo: raccolta differenziata al 100% («a Bari l’attuale fa schifo»). E trasporti pubblici non inquinanti. Infine più verde urbano, «attraverso una vera e propria implosione cittadina, e le concessioni edilizie solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazione d’uso di aree industriali dismesse».
[rob. calp.]

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