Lunedì 21 Gennaio 2019 | 04:03

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LA SITUAZIONE

Siria, al Qaida avanza a Idlib
la Turchia prepara l'intervento

La Cnn: l'Iran vuole lanciare un nuovo satellite nello spazio

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Come una vera e propria marea nera, al Qaida in Siria avanza quasi senza trovare ostacoli nella regione di Idlib, fuori dal controllo governativo e sotto l'influenza della Turchia. Dopo tre giorni di scontri con le milizie rivali cooptate da Ankara, i adisti hanno convinto gli ex nemici locali ad allearsi, assicurandosi un potere senza precedenti nell'ultima sacca anti-governativa rimasta nella Siria occidentale.
Nell'Est del Paese, invece, le forze curdo-siriane sostenute dalla Coalizione anti-Isis a guida Usa, sono riuscite ad avanzare contro i jihadisti nell'area di Abukamal, tra l'Eufrate e il confine con l'Iraq. E dopo aver subito decine di perdite tra le file dei loro miliziani, i curdi siriani- espressione dell'ala locale del Pkk - hanno annunciato di aver reso il controllo di una località all'estremo Sud-Est della Siria. E di aver catturato otto combattenti stranieri dello Stato islamico, tra cui un 16enne di nazionalità americana. Il Dipartimento Usa non ha ancora confermato la notizia. Nei giorni corsi le stesse forze curde avevano annunciato di aver catturato altri due jihadisti americani: uno identificato come un ex insegnante di inglese di Houston e l'altro ancora da identificare.

Curdi del Pkk

Intanto rimane alta la tensione nel Nord. La Turchia ha ribadito che si riserva il diritto di compiere un'azione militare "anti-terrorismo" in territorio siriano contro l'ala locale del Pkk. Dopo l'annuncio del presidente americano Donald Trump di ritirare i duemila soldati Usa in Siria, tutti gli attori coinvolti nel conflitto siriano hanno rivisto le loro posizioni. I curdi hanno confermato la loro intenzione di resistere con ogni mezzo all'invasione turca e hanno chiesto sostegno alla Russia e al governo siriano.

Militari russi in Siria

Damasco da decenni discrimina le comunità curde di Siria. Ma a lungo, tra gli anni'80 e gli anni '90 del secolo scorso, ha protetto in Siria e in Libano i dirigenti del Pkk, tra cui Abdullah Ocalan, poi "tradito" sempre dal governo siriano e consegnato alla Turchia. Non è chiaro se Ankara intenda intervenire per proteggere i suoi alleati siriani (le truppe turche sono già presenti in Siria nel Nord-Ovest, proprio a Idlib,  con una crescente influenza) o preferisca lasciare che la regione di Idlib venga investita da una campagna "anti-terrorismo" più volte annunciata da Damasco e da Mosca. Le autorità russe, di recente, hanno quantificato in 112 i soldati russi morti in tre anni in Siria. Secondo altre fonti, invece, sarebbero 175. Anche perché i mercenari russi del Gruppo Wagner, considerati agli ordini del Cremlino, sono presenti in Siria, ma i loro caduti non rientrano nelle statistiche ufficiali. Intanto a Idlib, nelle ultime ore, centinaia di persone hanno manifestato contro la crescente presenza delle milizie qaidiste. Un particolare che potrebbe rappresentare anche il pretesto per un intervento turco su larga scala. 

Il segretario Usa Pompeo

Infine, da ricordare che in questi giorni è partito il tour nei Paesi arabi del segretario di Stato americano, Mike Pompeo. E a rendere ancora più incandescente la situazione c'è la notizia della Cnn sull'Iran: immagini satellitari suggeriscono che Teheran stia per lanciare un nuovo satellite nello spazio, nonostante la messa in guardia americana. Proprio l'Iran è stato indicato da Pompeo come una delle maggiori minacce alla stabilità regionale. 

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