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Comunicato Stampa: CRV - Promozione diritti umani e cooperazione allo sviluppo sostenibile: Consiglio aggiorna la legge

29 Marzo 2022

CRV - Consiglio veneto aggiorna legge regionale per promozione diritti umani e cooperazione allo sviluppo sostenibile e riafferma integrità e indipendenza Ucraina

(Arv) Venezia 29 mar. 2022 –  Con un ‘sì’ unanime il Consiglio regionale del Veneto ha aggiornato la legge regionale 21 del 2018 in materia di diritti umani e cooperazione allo sviluppo. Nel contempo, con un collegato ordine del giorno presentato dalle opposizioni, il Consiglio ha anche preso posizione a favore dell’integrità e dell’indipendenza dell’Ucraina, facendo marcia indietro rispetto alla risoluzione approvata nel 2016 contro le sanzioni comminate alla Federazione russa per l’invasione e l’annessione della Crimea. Ed è sul documento portato ai voti dall’opposizione che si è sviluppato un acceso dibattito in aula, conclusosi con un ‘sì trasversale’, ma con molti distinguo. Il capogruppo del Pd  Giacomo Possamai,  nel presentare l’odg ,  ha motivato la necessità di “un pronunciamento istituzionale che prenda le distanze dai contenuti a suo tempo deliberati, inconciliabili con la tragica realtà di questi giorni”, che “non fanno onore al Veneto e non corrispondono a quello che oggi pensa la maggioranza dei veneti”. Immediata la reazione dei banchi della maggioranza: il presidente del Consiglio  Roberto Ciambetti  e i capigruppo di Lega e Liga veneta  Alberto Villanova  e  Giuseppe Pan  hanno definito “pretestuoso” e “inutile” l’ordine del giorno delle opposizioni, in quanto il Consiglio regionale ci è già espresso il 2 marzo scorso condannando senza distinzioni l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.  Stefano Valdegamberi  (misto) ha difeso le ragioni della risoluzione di sei anni fa rivendicando il diritto all’autodeterminazione del popolo della Crimea (russo al 60%) e il dovere dei rappresentanti del Veneto di difendere gli interessi delle proprie imprese dai danni economici causati dalle sanzioni. Villanova, mettendo nel mirino le dichiarazioni pubbliche degli ex presidenti del consiglio Letta e Renzi, ha cercato di allargare i contenuti e la portata della presa di distanze dell’ordine del giorno; proposta respinta al mittente dai rappresentanti del Pd, contrari ad una integrazione del documento che avrebbe messo sullo stesso piano pronunciamenti istituzionali di capi di governo e dichiarazioni filoputiniane di leader di partito. Il consigliere d’opposizione  Arturo Lorenzoni  ha ribadito la necessità di fare ammenda della risoluzione del 2016 perchè “non si possono mettere sullo stesso piano interessi economici e i diritti delle persone”. Alla fine il capogruppo dell’Intergruppo leghista Villanova ha annunciato il voto favorevole della propria compagine all’ordine giorno “per evitare strumentalizzazioni e non dare alibi a posizioni pretestuose delle opposizoni”. Così il documento che impegna la Giunta regionale “a prescindere dai contenuti della risoluzione n. 103 del 2016” nei rapporti con il Governo e il Parlamento nazionale e le Istituzioni europee” è stato approvato con un voto bipartisan, che ha visto 4 astenuti e la mancata partecipazione dei consiglieri di Fratelli d’Italia. “Rispetto al voto unanime del 2 marzo scorso di condanna dell’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo – ha spiegato in aula il capogruppo  Raffaele Speranzon  -  riteniamo inutile questa mozione”.

 

Quanto alla legge approvata in materia di diritti umani e cooperazione internazionale, le modifiche introdotte alla legge 21 del 2018 (portata allora in aula dal dem Claudio Sinigaglia) aggiornano la composizione del comitato tecnico - cioè dell’organo di concertazione nel quale siedono i rappresentanti delle istituzioni, delle università, delle categorie economiche delle ong, delle associazioni e degli enti che si occupano di cooperazione internazionale, pace e diritti umani - prevedendo che vi facciano parte anche due consiglieri regionali, in rappresentanza della maggioranza e dell’opposizione consiliare. L’aula ha introdotto, inoltre, una ulteriore modifica: il piano regionale delle azioni e degli interventi avrà una durata triennale, e non più annuale, adeguandosi così alla durata del piano nazionale per la cooperazione internazionale.

“Con queste modifiche ‘tecniche’ – ha spiegato la relatrice del provvedimento, la consigliera  Laura Cestari  (Lega-Lv) – il Consiglio regionale assume un ruolo attivo nell’attuazione della legge, rafforzando la concertazione con gli enti e gli organismi qualificati che partecipano al tavolo tecnico per le politiche dei diritti umani e i progetti di cooperazione allo sviluppo sostenibile con enti locali e realtà dei Paesi del sud del mondo”.

La correlatrice  Elena Ostanel  (VcV), vicepresidente della commissione Cultura e cooperazione allo sviluppo – ha sottolineato come il provvedimento abbia “un contenuto politico e non solo tecnico, data la drammatica attualità della difesa di pace e diritti umani. Nel corso della discussione Ostanel aveva chiesto, senza peraltro incontrare il consenso della maggioranza, che il tavolo concertativo regionale per i diritti umani e la cooperazione allo sviluppo fosse allargato anche ai rappresentanti della Fondazione Venezia ricerca per la pace, partecipata anche dal Consiglio d’Europa, della Commissione europea per la democrazia attraverso i diritti, e del Global campus of human rights.

La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO

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