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La discussione

Il liceo scientifico non s'ha da fare
Melfi si oppone a alla sede di Lavello

Il liceo scientifico non s'ha da fare Melfi si oppone a alla sede di Lavello

di Antonella Inciso

POTENZA - Questa è una storia di mancata solidarietà tra comuni, di ragionamenti fatti non pensando alle famiglie ed ai ragazzi, di calcoli per qualche dirigenza in più. Questa è una storia come le tante che si consumano quando c’è da discutere il piano di dimensionamento scolastico, con i conseguenti accorpamenti, divisioni e cancellazioni. Solo che questa volta la lite tra comuni non è per evitare la chiusura di un plesso o il suo trasferimento, quanto per bloccare la semplice creazione di una succursale.

Protagonista il Comune di Melfi che - convocato dall’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Cifarelli con gli altri comuni del Vulture per affrontare il tema del dimensionamento scolastico - ingaggia con il Comune di Lavello una battaglia per evitare la creazione di una succursale del Liceo scientifico. Non un nuovo liceo a Lavello, non una nuova scuola in grado di competere con l’Istituto di Melfi ma semplicemente una succursale dipendente proprio dal plesso di Melfi. Insomma, l’amministrazione della cittadina federiciana si oppone alla nascita a Lavello di una succursale del suo stesso liceo scientifico, dipendente in tutto e per tutto dal polo federiciano (compresa la dirigenza e la necessità per parte del corpo docente di spostarsi da Melfi a Lavello per le lezioni).

Eppure ogni giorno sono decine gli studenti (con relativi costi per le famiglie) che da Lavello si spostano a Melfi per studiare. Ma questo non basta. Il timore è che nel tempo il liceo di Lavello diventi un pezzo del polo di scuole superiori già esistenti nella cittadina del Vulture. Levando alunni alle scuole di Melfi ed ai suoi docenti. Ragionando su quanto potrà accadere in un futuro che non appare neanche tanto vicino, dunque, la cittadina federiciana stoppa Lavello e di fronte agli altri comuni dell’area che erano favorevoli alle istanze dell’amministrazione lavellese prende tempo per la scelta finale. Vedendosi confermare, però, uno dei pochi casi in Basilicata, anche nel nuovo piano di dimensionamento scolastico 2018 -2020 tutte e tre le tre dirigenze superiori.

Il caso, quindi, è abbastanza intricato, tanto da portare sindaci ed assessore ad una riflessione di pochi giorni prima di arrivare alla valutazione finale.

Non c’è, comunque, solo il Vulture a temere ripercussioni dal nuovo piano di dimensionamento scolastico. Un’altra guerra tra comuni è scoppiata tra i paesi della collina materana. Questa volta al centro sono gli accorpamenti degli Istituti comprensivi di Irsina, Tricarico, Salandra e Grassano. Accorpamenti che tra veti incrociati e desideri non facilmente realizzabili dalle quattro dirigenze originarie destinata a diventare tre, potrebbero portare ad una ulteriore contrazione portandole addirittura a due. In questa vicenda, dunque, il braccio di ferro tra sindaci potrebbe avere conseguenze ben peggiori di quelle ipotizzate. Con Irsina che pur chiedendo l’autonomia non esclude l’ipotesi di essere aggregata a Matera o a Tricarico (ma in questo ultimo caso avendo la dirigenza). Tricarico che, a sua volta, non vuole perdere la dirigenza e chiede di avere di nuovo accorpata Calciano (oggi tolta) ed infine Grassano che vorrebbe mantenere lo «staus quo» per il raggiunto equilibrio con Garaguso.

Un groviglio di sollecitazioni difficili da sbrogliare, quindi. Un insieme di nodi su cui sono necessari approfondimenti, tanto da spingere il governo regionale e l’assessore Cifarelli a rinviare la discussione, per ulteriori analisi. Questo nonostante il nuovo piano di dimensionamento scolastico, quello 2018 - 2020, debba essere approvato dal Consiglio regionale entro il 31 dicembre. Data che, a questo punto, è destinata a slittare a gennaio proprio a causa di quelle «battaglie tra sindaci» dagli esiti incerti.

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