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Lauria

Bullo estorceva denaro
a un minorenne con disabilità

Frequentava la stessa scuola della vittima. Con i soldi comprava droga

Bullo estorceva denaro a un minorenne con disabilità

Pino Perciante

LAURIA- Per alcuni mesi ha estorto denaro ad un disabile di 17 anni, minacciandolo anche di morte se non gli avesse consegnato i contanti che gli servivano per acquistare la droga.

Protagonista un diciannovenne di Lauria arrestato ieri mattina dai carabinieri, coordinati dal luogotenente Angelo Caputo, che lo hanno sorpreso a «Galdo», vicino alla fermata degli autobus, dove aveva dato appuntamento al minorenne per farsi consegnare i soldi.

Da quanto si è appreso il 19enne potrebbe essere accusato anche di bullismo dal momento che ha perseguitato per quasi un anno con sms e telefonate offensive la vittima, insultandola e minacciandola anche di morte, oltre ad indurla a fare cose che non voleva fare. Al momento, però, il 19enne è stato arrestato solo per estorsione ai danni del minorenne, affetto da una disabilità psichica, dal quale ieri mattina aveva preteso la consegna di 200 euro.

L’estortore è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Lagonegro. L’arresto è avvenuto subito dopo la consegna del denaro da parte del minorenne, nella zona della fermata degli autobus di «Galdo» di Lauria.

La consegna dei soldi è stata filmata dai Carabinieri della compagnia di Lagonegro, ai quali i genitori del minorenne si sono rivolti alcuni giorni fa, quando hanno scoperto le minacce e le violenze verbali subite dal figlio. E’ stato lo stesso ragazzo a confidarsi con i genitori. I carabinieri hanno scoperto che il minorenne ha subito vessazioni e richieste di denaro da circa un anno per una somma che si aggira intorno ai 400 euro: lui e il giovane arrestato frequentano lo stesso istituto di scuola media superiore, in classi diverse.

Mesi fa il giovane arrestato aveva cominciato a pretendere denaro dal minorenne, approfittando del suo stato di debolezza: in totale, si è fatto consegnare circa 400 euro. Come è possibile difendersi di fronte alla violenza fisica, verbale e psicologica tra i banchi di scuola? 

ll Governo dà anche qualche consiglio a genitori e insegnanti. Mamme e papà «devono imparare a cogliere i segnali che i figli possono mandare o nascondere»: «trovare scuse per non andare a scuola o voler essere accompagnati o dormire male o bagnare il letto» rappresentano dei chiari campanelli d'allarme. Ma devono occuparsi anche di aumentare l'autostima dei figli e insegnare loro a «saper esprimere la propria rabbia in modo costruttivo e con maturità». Ma a scuola sono gli insegnanti a dovere controllare che la situazione non degeneri. 

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