Sabato 20 Ottobre 2018 | 10:05

NEWS DALLA SEZIONE

Il caso a Roccanova (Pz)
Crisi editoria: in Basilicata un'edicola resiste da 100 anni

Crisi editoria: in Basilicata un'edicola resiste da 100...

 
Costi della politica
Basilicata, taglio ai vitalizi: pronti i i ricorsi degli ex parlamentari

Basilicata, taglio ai vitalizi: pronti i i ricorsi degl...

 
Un 24enne
Rionero, aveva coca e marijuana: arrestato spacciartore dai Cc

Rionero, aveva coca e marijuana: arrestato spacciatore ...

 
Il riconoscimento
Maratea premiata a Milano«Stella al merito sociale»

Maratea premiata a Milano
«Stella al merito sociale»

 
Opere pubbliche
Basilicata, Basento - Bradano: il «fantasma» dello schema idrico

Basilicata, Basento - Bradano: il «fantasma» dello sche...

 
La decisione
Potenza, ucciso in macelleria con 11 coltellate: fu omicidio volontario

Potenza, ucciso in macelleria con 11 coltellate: fu omi...

 
La sentenza
Potenza, maltrattavano i loro alunni: condannate due maestre

Potenza, maltrattavano i loro alunni: condannate due ma...

 
Stalking
Potenza, incendiò 2 auto della famiglia della sua ex: arrestato 22enne

Potenza, incendiò 2 auto della famiglia della sua ex: a...

 
A Paoladoce di Avigliano
Acqua sporca dai rubinetti, si cerca soluzione

Acqua sporca dai rubinetti, si cerca soluzione

 
La decisione della Regione
Post offensivo contro le donne, dirigente rischia il posto

Offende le donne su Fb, dirigente rischia il posto

 
Dalla Regione
Basilicata, 500 euro al mese a chi assiste familiare disabile

Basilicata, 500 euro al mese a chi assiste familiare di...

 
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno

i più letti

lauria

«Condannate il santone»
Il pm chiede nove anni

tribunale di Lagonegro

di PINO PERCIANTE

LAURIA - «In tanti anni poche volte ho visto una cosa del genere». Così il pubblico ministero di Lagonegro, Giovanna Lerose, conclude la sua requisitoria del processo di primo grado nei confronti del famigerato «santone» di Lauria. E la richiesta di condanna consegnata ai giudici del tribunale è pesante: nove anni. L’abuso della credulità popolare è il meno grave tra tutti i reati contestati al quarantacinquenne F. B. (usiamo solo le inziali perché la vicenda coinvolge minorenni). Ai nove anni si arriva, infatti, sommando gli altri reati attribuiti all’imputato, ad iniziare dai maltrattamenti in famiglia fino alla corruzione di minore.
Per i maltrattamenti in famiglia la richiesta è di 4 anni di reclusione. Complessivamente, invece, per la corruzione di minore sono stati chiesti 5 anni.

Se la condanna chiesta è durissima non meno pesante è la ricostruzione della vicenda processuale esposta in aula dalla pubblica accusa che non ha riconosciuto la continuazione tra i reati. All’inizio, il quarantacinquenne (originario di Brindisi, all’epoca residente a Lauria oggi a Senise) era stato scoperto e denunciato solo come santone. È stata poi la ex moglie, in un secondo tempo, a raccontare dei maltrattamenti e di tutto il resto. La donna è stata anche sentita durante il processo. Ed è stato un racconto drammatico il suo che ha impressionato i giudici. La donna ha sostenuto che veniva puntualmente picchiata e maltrattata da quel marito che si presentava come un prescelto dalla Madonna. I soprusi e le botte sarebbero avvenuti anche in presenza dei due figli minori.

Man non solo. Lui sarebbe stato omosessuale e le avrebbe imposto anche la convivenza con il suo compagno che era andato a vivere nella loro casa di Lauria. Il «santone» lo avrebbe fatto dormire nel suo stesso letto al posto della moglie. E quando i due si scambiavano effusioni (soprattutto baci in bocca) accanto a loro c’erano anche i due ragazzini (uno di 14 e l’altro di 8 anni). Lui ha sempre respinto tutte le accuse sia sui maltrattamenti che sulla corruzione di minore.

I carabinieri lo avevano denunciato come «guru» cinque anni fa. I militari avevano scoperto che il quarantacinquenne oltre a curare dermatiti e cervicalgie senza avere la laurea e le necessarie autorizzazioni sanitarie, aveva allestito anche uno pseudo santuario a Galdo con tanto di immagini sacre e di confessionale dove si suppone ascoltasse i «pazienti» in cura, per poi consigliare, a pagamento ovviamente, unguenti miracolosi. Secondo gli investigatori l’uomo vendeva ai suoi pazienti sostanze medicinali che di miracoloso sembra non avessero un bel niente. Solo intrugli, venduti anche a 30 euro al flacone sfruttando la credulità popolare. Per questi fatti la richiesta di pena è di mille euro di ammenda.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400