Giovedì 21 Febbraio 2019 | 13:18

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Corse sovraffollate e bus vuoti
Il paradosso trasporto pubblico

Corse sovraffollate e bus vuoti  Il paradosso trasporto pubblico

di Antonella Inciso

Il pullman parte alle 20 da Corleto diretto a Guardia Perticara, ma il più delle volte a percorrere quel tratto di curve è solo l’autista. Anche nel bus che collega Lauria con Lagonegro spesso succede lo stesso. Per non parlare dell’autobus che - ogni mattina raggiunge l’Anic di Pisticci. Sempre vuoto, utile fino a qualche tempo fa, ma oggi decisamente poco utilizzato.

Da Potenza a Senise, invece, ogni giorno in tanti sono costretti a viaggiare stretti. Almeno fino a Villa d’Agri quando il pullman si svuota un po’. Una scena simile a quella che accade quotidianamente sulla direttrice di Melfi.

Le due facce sono quelle del trasporto pubblico locale lucano dove mentre in alcuni territori i servizi ci sono e gli utenti no, in altri accade l’esatto contrario. Ed a pagarne le conseguenze sono i cittadini, studenti e pendolari, che sono costretti a «fare salti mortali» per usufruire dei mezzi. Cambiare alcune direttrici potrebbe essere la soluzione, ma farlo non è facile. Tutto a causa dell’articolo di una legge regionale approvata quasi vent’anni fa che obbliga la Regione a modificare solo l’1,5 per cento della percorrenza fissata ossia 800mila chilometri sui 27 milioni che vengono fatti. Briciole rispetto alla sistemazione dei servizi, piccole frazioni rispetto ai cambiamenti direzionali che si sono avuti nel ultimi tempi. Per cambiare il servizio, dunque, occorre cambiare la legge ma anche in questo caso, oltre alla volontà politica di farlo, occorrono tempi tecnici che non sono proprio brevissimi. Per questo sono in molti a guadare al nuovo Piano di trasporto pubblico che la Regione sta mettendo a punto. Un piano che nelle intenzioni del governo regionale oltre ad essere «flessibile» ed a dividere il territorio in nove aree, oltre Potenza e Matera, punta ad una razionalizzazione (con relativa riduzione dei costi) proprio per evitare tali storture. Per affrontare alla radice il problema, però, serve cambiare la legge. E serve farlo subito, forse anche prima che il Piano venga approvato in Consiglio (in modo da consentire gli eventuali correttivi). Nel frattempo, senza questi passaggi fondamentali, per i viaggiatori lucani sarà difficile avere soluzioni. Il che comporterà che continueremo ad avere bus vuoti in alcune tratte e pullman strapieni in altre. Con buona pace di tutti, soprattutto di chi, ogni giorno, il trasporto pubblico lucano è costretto - volente o nolente - ad utilizzarlo.

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