Giovedì 21 Febbraio 2019 | 17:03

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Donna morta al San Carlo
In aula depone il primario

operazione, intervento chirurgico

POTENZA - Nel verbale post operatorio «ho indicato solo il mio nome e quello del dottor Michele Cavone, ovvero i due medici che hanno eseguito l’intervento: non ho inserito i nomi di Fabrizio Tancredi e di Matteo Galatti, presenti uno all’inizio e uno alla fine, per una semplice superficialità, forse ho commesso un errore in buona fede ma ero abbattuto per l’esito dell’operazione e non ho pensato ai dettagli della burocrazia».

Il cardiochirurgo Nicola Marraudino - primario del reparto di Cardiochirurgia dell’ospedale San Carlo di Potenza e imputato in un processo, a vario titolo, per abuso d’ufficio e omicidio colposo con altri medici, Michele Cavone e Matteo Galatti - ripercorre in questo modo la compilazione del verbale post operatorio di Elisa Presta, morta a 71 anni nel 2013, in seguito a un intervento per la sostituzione di una valvola aortica. «Ero scosso per l’esito dell’operazione e ovviamente dispiaciuto - ha aggiunto Marraudino rispondendo alle domande del pm - ma non ho badato ai dettagli del verbale e non pensavo di dovermi difendere, forse avrei dovuto immaginare le lettere anonime di qualche collega zelante».

Il cardiochirurgo ha poi riferito alcuni passaggi di quella giornata: «Quella mattina ho chiamato il cardiochirurgo di guardia, che poi era Galatti, e Cavone si offrì di essere presente fino all’arrivo di Tancredi, che era in leggero ritardo. Quando mi hanno avvisato dell’emorragia sono andato io in sala operatoria e sono intervenuto». Secondo il medico, le complicanze nel corso dell’intervento sono possibili, e la procedura di apertura dello sterno della paziente «per me è stata eseguita correttamente, non ero presente ma penso di poterlo affermare: dopo l’emorragia, che ho fermato, ho ritenuto opportuno continuare a operare perché, in questo modo, avevo una percentuale, anche se minima, di salvare la paziente. Se non lo avessi fatto - ha concluso - non ci sarebbe stata alcuna possibilità».

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