Giovedì 21 Marzo 2019 | 14:43

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Terremoto, 35 anni dopo Basilicata tra binari morti e ricostruzione mai finita

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POTENZA - Sono 35. Trentacinque anni dal terremoto del 23 novembre 1980. Numeri che fanno rabbrividire e che sono scolpiti nella memoria di chi l’ha vissuto in prima persona: magnitudo 6.8 all’epicentro (nono-decimo grado della scala Mercalli), 2.570 morti, 8.848 feriti e circa 300 mila senzatetto, distribuiti in 687 comuni. Per ricordare questo terribile evento oggi sono previste celebrazioni religiose e cerimonie civile in vari comuni del «cratere» del sisma.

Fulcro delle iniziative sarà Balvano, il paese simbolo del terremoto ‘80, dove morirono 77 persone e di queste ben 66 nel crollo della chiesa madre. Qui verrà oggi intitolata nuovamente a Marinella Bovino, bambina di 12 anni vittima del sisma. È una delle iniziative organizzate dall’amministrazione locale che ha ottenuto la re-intitolazione dopo che, per un accorpamento con una scuola di un Comune vicino, la denominazione del plesso era venuta meno. Anche Marinella, come tutte le vittime nel crollo della chiesa, stava partecipando all’ultima messa della sera e rimase imprigionata sotto le macerie mentre tentava di uscire.

«Per la nostra comunità tenere vivo il ricordo delle vittime è un grande dovere - dice il sindaco Costantino Di Carlo - e per questo è importante ridare alla nostra scuola il nome di Marinella Bovino che è un simbolo di questa grande tragedia che ha colpito Balvano e tutta la Basilicata. Quel giorno è stato un anno zero, quando raccontiamo un fatto lo indichiamo dicendo prima del terremoto o dopo il terremoto come si diceva per la guerra». Per il sisma crollò anche la scuola che poi, per lungo tempo, fu sostituita da un prefabbricato. La giornata del ricordo inizierà questa mattina alle 11.30, presso il cimitero, per la commemorazione delle vittime ed alla cerimonia interverrà il prefetto di Potenza Antonio D’Acunto. Alle 18 presso la scuola di Balvano il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, scoprirà la targa, quella originaria, con la dedica a Marinella Bovino. Seguirà una fiaccolata ed il corteo si sposterà alla chiesa madre dove alle vittime è dedicata una cappella della memoria, con una lapide su cui sono iscritti i nomi di tutte le persone che morirono quella sera.

Il complesso di interventi messo in campo per la ricostruzione e lo sviluppo industriale della aree colpite dal terremoto, per il quale lo Stato ha impiegato oltre 50 mila miliardi di lire (quasi 26 miliardi di euro), non ha sortito per intero gli effetti sperati: a 35 anni dal sisma, infatti, la ricostruzione del patrimonio edilizio non è ancora completata e in alcuni comuni le persone vivono ancora nei prefabbricati (ne furono montati oltre 26 mila).

Lo sviluppo industriale si è realizzato solo in parte: delle aziende che hanno beneficiato dei contributi dello Stato, solo alcune sono in attività, altre hanno chiuso i battenti e sono fallite, altre ancora non hanno mai cominciato l’attività produttiva, con il risultato di un numero di occupati di gran lunga inferiore a quello previsto. Basti pensare che il Consorzio industriale della provincia di Potenza ha circa 40 milioni di euro di debiti, e due binari morti a Tito e Baragiano scalo: opere che collegavano il nulla e che non servivano a nulla.

Oggi, intanto, saranno consegnati i primi quattri alloggi popolari a Bucaletto, in un'area dove sono stati realizzati 100 appartamenti.

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