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di Pino Perciante

VIGGIANELLO - Prostituzione a gestione familiare, tre arresti e un locale notturno sequestrato a Laino Borgo. Un padre 57enne e due figli di 33 e 25 anni, una vera azienda familiare della prostituzione quella scoperta e «chiusa» dai carabinieri. I tre, componenti di una famiglia di Viggianello, sono finiti in manette con l’accusa di concorso in sfruttamento della prostituzione. I carabinieri hanno eseguito un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Castrovillari, su richiesta della Procura. In manette sono finiti Vincenzo Santoianni e i suoi due figli, Egidio e Giuseppe.

La loro attività, il cui nome «Insomnia» già di per se ne evoca la peculiarità, ruotava intorno ad un night club alla periferia di Laino. Secondo l’accusa i clienti entravano per ballare e per bere drink, ma nei cinque privè ricavati dietro una parete in cartongesso potevano ottenere «prestazioni extra» da parte delle ragazze che ci lavoravano. Quando i carabinieri sono piombati nel locale per eseguire i provvedimenti disposti dal giudice, la scena è sembrata inequivocabile: le ballerine come mamma le ha fatte e una ventina di clienti in attesa. Per avere «un servizio extra» si poteva arrivare a spendere da 50 a 150 euro. Soldi che poi le giovani donne avrebbero intascato solo in parte, perché una percentuale era per i gestori del locale notturno. Il blitz è scattato nella notte tra sabato e domenica.

L’operazione denominata proprio “Insomnia” è stata condotta dai carabinieri della stazione di Viggianello, diretti dal maresciallo Giuseppe Guzzo, e dal nucleo operativo della Compagnia di Senise. Le indagini sono durate tre mesi e sono state condotte con appostamenti e pedinamenti. Le donne erano assunte come collaboratrici del locale ma, seconda l’accusa contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare, fornivano prestazioni sessuali all’interno dei privè. Tra una lap dance e l’altra le ballerine, ragazze quasi tutte rumene, andavano anche oltre: facevano lo spogliarello, si toglievano il reggiseno e a volte anche le mutandine e si strusciavano sui clienti con toccamenti vari. Sempre secondo il teorema accusatorio, i gestori del locale avrebbero organizzato incontri intimi tra le ragazze e qualche cliente danaroso anche in auto fuori dal night club o in alberghi della zona per un prezzo medio di 150 euro a prestazione.

Le prestazioni erano pagate direttamente alla cassa del locale notturno che era gestito dai tre arrestati (in particolare da Vincenzo Santoianni) insieme a quattro collaboratori denunciati in stato di libertà. Al momento dell’irruzione dei militari, nel locale (monitorato da un fitto sistema di telecamere) vi erano sette donne, tutte rumene ad eccezione di una nigeriana. Vincenzo Santoianni che aveva già l’obbligo di dimora (un anno fa era stato arrestato con l’accusa di estorsione aggravata) è stato portato nel carcere di Sala Consilina, mentre i due figli in quello di Castrovillari.

Clienti del night club, che era aperto dal 2013 ed ora è stato sequestrato, erano numerosi uomini residenti nella zona o in transito per motivi di lavoro. La struttura si trova in una zona abbastanza strategica vicino alla Salerno – Reggio Calabria. Aspetti delle indagini sono stati illustrati ieri mattina a Potenza durante una conferenza stampa dal comandante dei carabinieri della compagnia di Senise, il capitano Davide Palmigiani.

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