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Maratea, i tornelli di accesso al «Cristo» contestati e aggirati

di PINO PERCIANTE
Maratea, i tornelli di accesso al «Cristo» contestati e aggirati
di PINO PERCIANTE

MARATEA - La statua del «Cristo » a pagamento non piace ai turisti. La Gazzetta ha toccato con mano l’umore dei villeggianti costretti dal 6 agosto a pagare il ticket per visitare la ciclopica scultura che svetta sul monte San Biagio. Ma come accade spesso in Italia fatto un provvedimento ci si ingegna subito per aggirarlo. Così, dal momento che non ci sono controlli, c’è chi scavalca per non pagare il biglietto e chi invece (la maggioranza) utilizza una scaletta laterale che sbuca sulla gradinata d’accesso alla statua saltando i tornelli. Una scaletta per le emergenze, e i tanti visitatori italiani o stranieri riescono a farla franca.

«Non bastavano il parcheggio e la navetta ora ci fanno pagare pure la visita alla statua», è il commento di una turista campana, mentre un altro visitatore plaude ironicamente davanti ad una telecamera di video sorveglianza. Una signora di Torino lamenta: «Ma perché dobbiamo pagare noi la pulizia dell’area?».

Intanto la gente continua ad affluire numerosa. È appena arrivata un’altra navetta che scarica altri turisti che prima si avviano rassegnati verso i tornelli poi su segnalazione dei «furbi» tornano indietro e imboccano la scaletta laterale. La gran parte degli intervistati si arrabbia, incredula del pedaggio introdotto «senza preavviso e senza tener conto che per entrare in San Pietro non si paga un centesimo». Ma c’è anche chi approva il biglietto, come un turista romano che non ritiene esoso un euro per una visita che «si fa una o volta o due nella vita».

Per Monia, di Abano terme, non c’è niente di scandaloso: «L’ invasione del turismo comporta consumo di questi beni, normale che i consumatori paghino il biglietto per lo spettacolo. Per mantenere integro lo spettacolo che quassù è davvero stupendo». In questi giorni di delirio turistico a San Biagio i visitatori sono almeno il doppio rispetto agli altri periodi dell’anno. Così, gli amministratori hanno deciso di metterli davanti al fatto compiuto. Da un giorno all'altro sono spuntati i tornelli per studiare le reazioni e mettere in atto eventuali correttivi. Un euro al giorno, esclusi i bambini se portati in braccio.

L’amministrazione comunale difende il proprio operato evidenziando che la decisione ha tanti illustri precedenti e che i soldi saranno reimpiegati per la manutenzione dell’area. Qualcuno ricorda pure che parcheggio e navetta si pagano già da anni. Va detto, però, che quest’anno le cose sono cambiate. Infatti, fino all’anno scorso con 4 euro si poteva stare l’intera giornata. Da quest’anno invece il parcheggio costa tre euro all’ora.
«Il mio nome non lo metta – dice un turista piemontese – ma la nostra obbligazione e il nostro impegno per i beni collettivi sono già ai tetti massimi. Non credo sia giusto ficcarci le mani in tasca anche per accedere ad uno spettacolo naturale.
In linea di principio, molti la fanno facile: si paga a Milano, a Roma a Bruxelles, a Monaco, perché non dovremmo pagare anche a Maratea? Andiamoci piano, però, con i facili paralleli. C’è un limite preciso, ci deve essere. Altrimenti arriveremo al punto di trovare equo e logico anche un ticket sull’aria che respiriamo. Invece c’è una zona verde e azzurra dove l’anima respira che l’avidità del fisco deve evitare. Se ne stia fuori, giri alla larga. Almeno qui, dove veniamo proprio per dimenticare».

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