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GIOVANNI RIVELLI
POTENZA - La gestione del servizio di trasporto urbano del consorzio Cotrab ha prodotto un danno di 16 milioni e 700mila euro, stimato per difetto. Per la perizia è da attribuire ad una serie di dirigenti e amministratori comunali a partire dall’ex sindaco Vito Santarsiero, agli ex assessori ai trasporti dal 2006 al 2014 Donato Coviello, Pietro Campagna e Giuseppe Ginefra, e agli altri componenti delle giunte in carica dal primo giugno 2006 al 3 dicembre 2013 che hanno approvato, nelle diverse sedute, otto delibere sull’affidamento del servizio urbano a Cotrab. In aggiunta 2 dirigenti del Comune, quello alla Mobilità, Mario Restaino, e quello al Bilancio, Rosario Pompeo Laguardia.

È il dettaglio delle conclusioni (già anticipate nell’edizione di ieri) a cui è giunta la perizia disposta dalla Procura presso la Corte dei Conti nello scorso febbraio e depositata giovedì dai redattori, il comandante del nucleo di Polizia tributaria provinciale di Potenza, il tenente colonnello Antonio Vernillo, e l’ex commissario del Comune di Potenza Vincenzo Greco.

Quaranta pagine (e 34 allegati) nelle quale, al paragrafo 7 figura l’elenco delle cifre che si sono sommate dal 2010 al 2014 (gli anni presi in esame per l’ipotesi di recupero del danno erariale) mentre al paragrafo successivo, il numero 8, sono enumerati tutti i nomi degli assessori e i dirigenti chiamati ad approvare gli atti individuati come fonte di danno. E i nomi dei politici sono 24, ma si tratta di nomi posti alla valutazione dei Pm contabili. Qualcuno, infatti, pur essendo componente delle giunte che hanno deliberato, era assente al momento del voto e la responsabilità dell’organo, sebbene di norma collegiale, lo escluderebbe. Una fortuna, ad esempio, toccata all’ex assessore e attuale deputato Roberto Speranza: nei pochi mesi in cui è stato in giunta, prima di dimettersi per l’elezione a segretario regionale del Pd, l’adozione degli atti contestati è avvenuta in una seduta in cui era assente. Ma che ha riguardato anche altri, a partire dall’assessore Coviello, assente in una delle sedute di adozione degli atti. Una circostanza che non lo esclude dai possibili chiamati in causa, ma che potrebbe rilevare ai fini dell’eventuale imputazione del danno.

Le delibere contestate sono 8, a partire dalla seconda di quelle che riguardano il Cotrab. La prima quella adottata il 9 marzo 2006, è stata esclusa ritenendo legittimo che, a seguito dell’abbandono del servizio da parte del precedente gestore, la Sti, l’amministrazione abbia affidato transitoriamente il servizio in via diretta a Cotrab (e anche retroattivamente dal novembre 2015). Non così per le proroghe che si sono succedute fino appunto al 2013.

Un danno, come detto, che si sarebbe stato stimato «in via prudenziale». Perchè nessun importo, ad esempio, è attribuito per la pratica dell’affidamento diretto pur immaginando che una procedura di gara avrebbe prodotto maggiori economie. Gli autori della perizia, in verità, anche su questo aspetto hanno lavorato ad un parametro, facendo un raffronto con altre realtà urbane, a partire da Perugia, la cui situazione in virtù dell’orografia e della presenza di scale mobili è ritenuta molto simile a Potenza (e che presenterebbe costi minori) per arrivare a Torino, più grande ma che spendeva una cifra paragonabile a quella di Potenza, ma hanno preferito non indicare nessun importo a titolo di danno per questa voce non avendo un dato univocamente definito. E lo stesso può dirsi per le mancate verifiche sulla reale effettuazione delle corse previste e sugli standard di servizio e di pulizia. Per questo è stata lasciata alla Procura contabile la definizione di una voce di danno «in via equitativa».

Precisi al centesimo, invece, i dati delle varie voci che hanno composto la somma finale di 16 milioni e 700 mila euro. Poco meno di 4 milioni di euro sono rappresentati dall’aumento del compenso per Cotrab di 65mila euro mensili riconosciuto con la delibera di giunta del 22 maggio 2009. Costi che, secondo la perizia «alla richiesta della maggiorazione dei costi per l'espletamento del servizio, non risultavano né adeguatamente provati da parte del Cotrab né adeguatamente controllati da parte dell’amministrazione comunale». Altre voci sono il mancato ed immediato adeguamento delle percorrenze, così come ridefinite nel piano di esercizio del 2010, che prevedeva una riduzione di circa 600mila km annui e la totale gratuità del servizio scale mobili nonché l’affidamento di un servizio a pagamento ad una società «in house» al Sat, Società di assistenza tecnica, (ora sciolta a seguito dell’insediamento della nuova giunta comunale) della redazione del piano d’esercizio per il trasporto pubblico urbano integrato e per l’assistenza tecnica fornita all’assessorato e all’unità di direzione mobilità, protratta nel tempo (affidamento non concesso in altre analoghe circostanze). Ancora, c’è il capitolo manutenzioni, con il Comune che rimborsava senza verifiche e bus che venivano sempre «tirati a lucido» anche con più successive riverniciature sulle quali sarebbero stati, in altro ambito, anche effettuati riscontri.

Situazioni che avrebbero prodotto, spiegano gli investigatori «lievitazione del costo del servizio di trasporto, che si sarebbe potuto e dovuto contenere, compatibilmente con le disponibilità finanziare dell’ente, il tutto dovuto ad una sostanziale, immotivata ed irrazionale inerzia da parte del Comune».

«La condotta tenuta da parte degli Amministratori locali ha indubbiamente contribuito in maniera preponderante al dissesto del Comune» affermano dalle stanze in cui gli accertamenti si sono svolti. Una conclusione che, se condivisa ad altri livelli, potrebbe portare ad altre conseguenze, anche sul profilo delle sanzioni «politiche».

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