Giovedì 21 Febbraio 2019 | 17:07

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Basilicata,oltre 65 milioni buttati per 34 incompiute

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di Giovanni Rivelli

POTENZA - Pensate a un’opera pubblica incompiuta nelle vicinanze di dove vivete: dal Nodo del Gallitello alla Bradanica all’Oraziana. Se consultate l’elenco a fianco ci sono buone possibilità che non le troverete perchè se le «incompiute» sono tante quelle ricomprese nell’elenco trasmesso dalla Regione al Ministero per l’«Anagrafe delle incompiute» è composto dalle sole situazioni più critiche, vale a dire quelle in cui i lavori non sono solo non ultimati, ma fermi e senza concrete speranze che possano ripartire.

È alla luce di questa considerazione che il numero di 34 opere lucane inserite nell’anagrafe deve far riflettere. Si tratta di opere per un ammontare di 65 milioni di euro che, solo in sei casi, possono essere utilizzate anche se solo parzialmente finite. L’indice medio di realizzazione è intorno al 34 per cento, ma se ci sono opere a cui manca poco per essere ultimate, ce ne sono altre che, praticamente non sono mai partite.

E se è possibile effettuare un conteggio delle somme a rischio spreco per le opere realizzate, non è possibile compiutamente fare altrettanto per gli «sprechi» che potrebbero aversi nel portare quelle opere a compimento. Già oggi, infatti, in base alle ultime ricognizioni di lavori effettuate su ciascun cantiere, ci sono opere per le quali i costi di completamento sarebbero superiori a quelli totali di realizzazione inizialmente stimati.

Nell’elenco figurano lavori di ogni genere: da opere a servizio di aree industriali e mondo produttivo a interventi su scuole ed edifici comunali; da impianti a tutela dell’ambiente a cimiteri. Ma la parte del leone la fa quella che è la nota dolente della Basilicata, vale a dire la viabilità. Tante le strade che risultano inesorabilmente incagliate, tutte corrispondenti a zone che vedono proprio nella mancanza di collegamenti il loro principale vulnus in termini di qualità della vita e di possibilità di sviluppo.

E per le «magnifiche 34 incompiute» le speranze di un riscatto sono al lumicino. In tal senso depone di per sè il fatto che siano state inserite in quello speciale elenco istituito con la legge 214 del 2011. Per l’articolo 44bis, che da vita all’Anagrafe nazionale delle incompiute da tenersi presso il Ministero delle Infrastrutture, nell’elenco vanno inserite quelle opere che non siano state completate «per mancanza di fondi; per cause tecniche; per sopravvenute nuove norme tecniche o disposizioni di legge; per il fallimento dell'impresa appaltatrice; per il mancato interesse al completamento da parte del gestore». Insomma tutte cause difficilmente superabili. In un maree di cemento che ha bruciato risorse e lascia in eredità solo ingombri.

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