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di MASSIMO BRANCATI

POTENZA - Sono anni che se ne parla. Ma l’antico ponte di San Vito, a Potenza, non se lo fila proprio nessuno. Ed è il simbolo di una città, Potenza, che pur avendo qualche angolo storico di un certo rilievo non riesce a valorizzarlo. Se un turista capitasse nel capoluogo lucano e chiedesse come poter passare una giornata si sentirebbe rispondere che «non c’è nulla». La verità, però, è un’altra. Che i monumenti di Potenza, sicuramente non tantissimi, ci sono, ma «galleggiano» nell’oblìo. Nessuno sa cosa siano, nessuno li va a visitare, nessuno li cura. È il caso proprio di questo ponte realizzato durante il regno di Diocleziano, tra il 248 e il 305 avanti Cristo. Il viadotto si trovava all’interno dell'antica via Erculea, che collegava l'abitato di Venosa ad Eraclea.

Oggi dell'architettura originaria sono visibili solo i piloni, ma la struttura, composta da tre arcate racconta anche le diverse epoche in cui è stata restaurata: l’ultima volta di recente per essere inserita nel «parco fluviale» di cui doveva essere un elemento centrale. Ma a guardarlo in quali condizioni versa è inevitabile lasciarsi andare ad amare riflessioni: sembra solo un «rudere» circondato da erbacce nel bel mezzo di un’a re a industriale. Figuriamoci se un turista potrebbe sognarsi di andarlo a visitare. Qualche timido tentativo di portare alla ribalta il ponte è stato fatto negli ultimi anni. Da ricordare, tanto per fare un esempio, la campagna informativa del Conai anche quella informativa sulla riscoperta dei beni culturali del territorio. In tutta Italia, con i materiali informativi del Conai, il consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi, che tra un messaggio e l’altro per la raccolta differenziata ha trovato il tempo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui monumenti dimenticati.

A Potenza, nel 2007, ha scelto proprio il ponte di San Vito. Da allora solo temerarie scolaresche della città si sono affacciate da queste parti. La speranza di riqualificare e valorizzare l’antico ponte è affidato all’annunciato progetto di riqualificazione dell’intera area, quella del «parco fluviale», finanziato con fondi Pisu per circa 1,5 milioni di euro, di cui ci occupiamo a parte. Nel frattempo, però, nessuno si cura di effettuare la manutenzione e la vegetazione selvaggia si è impossessata della struttura.

Il gruppo Paz (Potentini armati di zappa) hanno organizzato una spedizione per ripulire l’area. L’evento, in un primo momento programmato per la scorsa settimana, è slittato a domani, lunedì 22 alle 17. «Il ponte - sottolinea Antonio Nicastro, tra i promotori dell’iniziativa - comincia a stregolarsi. Due grossi blocchi di pietra si sono staccati da uno dei due sostegni senza che chi di dovere intervenga ». In attesa di un’opera di ristrutturazione più «radicale», i cittadini si organizzano quantomeno per liberare l’area dalle erbacce. L’appello del gruppo Paz è rivolto a tutti i potentini: «Venite muniti di guanti e con la necessaria attrezzatura (forbicioni, tronchesina, falcetto, rastrello ecc.). Se qualcuno ha a disposizione un decespugliatore lo porti». Ecco la città attiva. La città che piace.

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