Lunedì 10 Agosto 2020 | 07:38

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POTENZA – La Corte di Cassazione ha stabilito "l'insussistenza di gravi indizi di colpevolezza" nei confronti del sindaco di Melfi (Potenza), Livio Valvano (Psi), coinvolto con altre 19 persone nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Potenza sui presunti appalti pubblici pilotati.

Nei confronti del sindaco di Melfi, e di altre tre persone, lo scorso gennaio fu emessa un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari: il Riesame, successivamente, pur annullando le esigenze cautelari per Valvano, confermò "i gravi indizi di colpevolezza".

Secondo quanto ha reso noto il legale del sindaco di Melfi, Gaetano Araneo, la Cassazione ha quindi stabilito l’insussistenza dei gravi indizi, "accogliendo in pieno il nostro ricorso", e dichiarando anche inammissibile il ricorso presentato dal pm sulle decisioni del Riesame per le esigenze cautelari.

"Con la stessa compostezza – ha detto Araneo – e con lo stesso stile con cui abbiamo seguito la prima fase dell’inchiesta, oggi esprimiamo la nostra soddisfazione per il pronunciamento della Cassazione, che riconosce al sindaco di Melfi l’insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e la mancanza di esigenze cautelari".

L’inchiesta ha portato alla luce "un sistema di malaffare esistente all’interno del Comune". Secondo gli investigatori a Melfi era stato messo in piedi un sistema per "far ottenere l’assegnazione di appalti e lavori pubblici in favore di imprese amiche o segnalate da amici o da politici del posto": gli indagati erano accusati, a vario titolo, di turbata libertà di procedimenti di scelta del contraente, induzione indebita a dare o promettere beni e altre utilità e falso.

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