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Bimbi corrieri di armi e droga: 30 arresti clan potentino

POTENZA – Non esitavano a utilizzare dei minorenni per il trasporto della droga e in alcuni casi anche per le armi, nascoste addosso ai bambini con gesti immortalati dalle telecamere dei Carabinieri nel potentino (nella foto): era un canale ben strutturato quello messo in piedi da due nuovi gruppi criminali dell’area del Vulture-Melfese, in Basilicata – e collegati con clan della Puglia per lo spaccio delle sostanze stupefacenti – scoperto dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza, che ha portato a 30 misure di custodia cautelare, di cui 20 in carcere, nove ai domiciliari e a un obbligo di firma eseguite nel Potentino e in Puglia, fra le province di Foggia e Barletta, Andria, Trani
Bimbi corrieri di armi e droga: 30 arresti clan potentino
POTENZA – La droga e le armi provengono dalla Puglia, e sono destinate al "mercato" dell’area del Vulture-Melfese, in Basilicata, messo in piedi da due nuovi gruppi criminali che hanno utilizzato anche dei bambini per nascondere e consegnare armi e dosi: sono 30 le misure cautelari (20 in carcere, nove ai domiciliari e un obbligo di firma) eseguite oggi dai Carabinieri nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Potenza.

La richiesta di droga – hascisc, marijuana e cocaina, con percentuali alte di principio attivo – era forte nell’area (non sono mancati momenti, secondo quanto si è appreso, in cui gli spacciatori hanno dovuto declinare le "ordinazioni" per mancanza di "merce") e i due gruppi, che hanno coinvolto anche esponenti di clan già operanti nell’area, avevano strutturato "piazze di spaccio" a Melfi, Rapolla e Rionero in Vulture (Potenza), non solo per strada, ma anche in alcuni locali pubblici e scuole: stupefacenti e armi venivano presi in Puglia, anche grazie al coinvolgimento di alcuni albanesi e con contatti con i clan locali. I particolari dell’operazione sono stati illustrati stamani, nel capoluogo lucano, dal Procuratore di Potenza, Luigi Gay, dal pm Francesco Basentini, dal comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Giuseppe Palma, e dal comandante della compagnia di Melfi (Potenza), il capitano Michelangelo Piscitelli.

Tutto era ben organizzato: la droga veniva confezionata in casa, poi nascosta in diversi punti di ogni centro (insenature nei muretti, finestre, o canali di scolo dell’acqua) e rivenduta principalmente in strada. In alcuni casi le "ordinazioni" venivano fatte anche per telefono. "Piazze di spaccio", quindi, organizzate nei particolari, su cui i Carabinieri hanno indagato dal 2012 allo scorso luglio: le telecamere dei militari hanno permesso anche di far emergere l’utilizzo di minorenni, che i due gruppi usavano non solo per trasportare la droga da un punto all’altro dei diversi centri, ma anche per nascondere le pistole.
Emblematico, in questo senso, il frame di un video in cui si vede un uomo consegnare una pistola a un bambino. Un’immagine sconcertante, più simile alle fiction sulla camorra che a zone, apparentemente tranquille, del Nord della Basilicata.

I NOMI DEGLI ARRESTATI
I provvedimenti di custodia cautelare in carcere sono stati emessi dal gip, Amerigo Palma, nei confronti di 20 persone: Antonio Gaudiosi, Maria Patanella, Antonio Patanella, Mattia Vigliola, Teodoro Gabriele Barbetta, Rocco Barbetta, Mauro Savino, Arturo Mari, Alessandro Amato, Aniello Barbetta, Delian Canaj, Giovanni Cutolo, Alessandro Cassotta, Andrea Di Muro, Addolorata Lotti, Rodica Lungu, Rigels Karamitro, Domenico Russo, Michele Russo e Carmelina Maio.

Arresti domiciliari, invece, per nove persone: Mirco Carriero, Alfonso Damiano, Michele Gliaschera, Pasquale Mancino, Manuel Morano, Tommaso Pietragalla, Fiorino Spadone, Michele Tetta, e Sabatino Tozzi. Il gip ha infine disposto un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Antonio Cassotta.  

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