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POTENZA - Siamo una regione di vecchi, sempre più spopolata e dove il tasso di natalità è ai minimi storici. Gli ultimi dati dell’Istat confermano che la Basilicata non è una terra per giovani e, soprattutto, soffre sempre di più del fenomeno dello spopolamento. Al 31 luglio 2014, infatti, sono risultate residenti 576.618 persone: ben 1.773 in meno rispetto al 31 dicembre del 2013
La Basilicata si spopola via un’intera generazione
di PIERO MIOLLA

POTENZA - Siamo sempre più vecchi e sempre di meno. I dati provvisori resi noti dall’Istat confermano che la Basilicata non è una terra per giovani e, soprattutto, soffre sempre di più del fenomeno dello spopolamento. Al 31 luglio 2014, infatti, sono risultate residenti in Basilicata 576.618 persone: ben 1.773 in meno rispetto al 31 dicembre del 2013. Nei primi 7 mesi dell’anno appena trascorso, dunque, si è avuto un calo demografico dello 0,30 per cento, attribuibile per due terzi al saldo naturale negativo, vale a dire ad un numero maggiore di decessi rispetto a quello dei nati, e per un terzo ai trasferimenti di residenza.

Più in generale, nell’ultimo triennio in Basilicata c’è stato un calo di 9.126 residenti (pari a -1,6 per cento), secondo i dati registrati dall’anagrafe. Mentre però nel 2011 e 2012 il calo è stato continuo, nel corso del 2013 invece si è avuta una inversione di tendenza tanto che si sono contate 2.197 persone in più per un totale di 578.391, con un aumento dello 0,38 per cento rispetto all’anno precedente: un dato in linea con quello nazionale sebbene a livelli più bassi visto che nel resto del Paese il dato di crescita si è attestato sul 2 per cento rispetto all’anno precedente.

Quello del 2013 è stato il primo risultato positivo dopo una lunga serie di decrescite fatte registrare a partire dal 2001, con l’unica eccezione del 2003, anno in cui si è registrata una crescita intorno allo 0,03 per cento. Come già evidenziato, però, nei primi 7 mesi del 2014 non si prosegue con lo stesso trend positivo del 2013. Anche i risultati del censimento del 2011, alla cui data risultavano residenti in Basilicata 578.036, hanno confermato una perdita di popolazione residente rispetto al precedente del 2001 con ben 19.432 residenti in meno rispetto a 10 anni prima (pari al -3,25 per cento).

Al 31 dicembre 2013, inoltre, risultano essere 232.624 le famiglie che vivono in Lucania, 2017 in più rispetto al 2010 con una corrispondente flessione del numero medio di componenti per famiglia che è passato dai 2,54 ai 2,48: ci si sposa, dunque, ma si mettono al mondo sempre meno figli. Colpa della crisi e del lavoro che non c’è? Sicuramente sì, in barba agli sbandierati propositi di sviluppo legati al petrolio che, in realtà, non ci saranno mai perché da sempre il petrolio non porta sviluppo.

Il saldo migratorio, dato dalla differenza tra gli iscritti e i cancellati dall’anagrafe dei Comuni della regione, risulta sempre positivo con un picco nel 2013, anno in cui ci sono stati 14.559 iscritti a fronte dei 10.401 cancellati, con una differenza positiva di 4.058 unità. Come mai, ci si potrebbe chiedere, a fronte di un saldo migratorio positivo lo spopolamento continua? Dove va ricercata la causa del progressivo decremento di popolazione?

Nel cosiddetto saldo naturale, cioè nella differenza tra le nascite e i decessi che, come in tutta Italia, negli ultimi anni fanno registrare un gap crescente. Un esempio? Nel triennio 2010/13 i decessi hanno superato le nascite di ben 4.725 unità: una cifra importante che, come nel resto d’Italia, certifica un progressivo ma inesorabile invecchiamento della popolazione. Ecco perché in Basilicata siamo sempre di meno e sempre più vecchi.

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