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Il simbolo di Potenza davanti al Comune

di MARIA VITTORIO PINTO
POTENZA - È arrivata a Potenza la statua del leone rampante, simbolo della città, realizzata dall'artista Vito Natalino Giacummo. Si trova temporaneamente davanti alla sede del Municipio, in piazza Matteotti. Il leone è già meta di cittadini tra selfie e foto ricordo nonostante non piaccia a tutti. Il Comune dovrà decidere dove sistemarlo in via definitiva e aspetta suggerimenti. Avviamo un sondaggio tra i nostri lettori proponendo alcune alternative
Il simbolo di Potenza davanti al Comune
di Maria Vittoria Pinto

POTENZA - Il leone è costato, alla città di Potenza, sessantacinquemila euro. Strapagato anni fa. Ma della possente statua che riproduce il simbolo del capoluogo della Basilicata, neanche l’ombra. Da anni nel dimenticatoio è saltato fuori dopo la richiesta di alcuni consiglieri comunali, dell’attuale Amministrazione, di accesso agli atti per «chiedere conto di questo fantomatico leone rampante, liquidato ma mai visto». Da qualche giorno l’opera campeggia in piazza Matteotti, accanto all’ingresso del Comune.

Tanta la curiosità, tantissimi i selfie con il leone che stanno spopolando in rete. «Si voleva donare alla città – dice Giancarlo Grano – un’opera d’arte che la rappresentasse». Il popolo si divide tra chi parla di «ennesimo spreco di denaro pubblico perpetuato nei decenni a danno dei cittadini» e chi pensa che possa alimentare il senso di appartenenza alla città. «Commissionato nei primi anni ’90 dalla Giunta Fierro – spiega il consigliere Antonio Vigilante – per recepimento di fondi della Lottomatica, che prevedeva l’insediamento di opere d’arte in varie città. Negli anni successivi è stato liquidato in diverse tranches. Per via di un contenzioso con l’artista potentino, Omar Giacummo, non era stato mai ritirato perché chiedeva un ulteriore ristoro per la base. Abbiamo chiesto che l’opera giungesse nel capoluogo anche senza base, poiché l’artista muoveva una critica al Comune di non poter trasferire l’opera da Milano a Potenza a sue spese. Grazie al grande lavoro di Rocco Coviello siamo riusciti nell’intento, a costo zero. È nostra intenzione coinvolgere la cittadinanza con un concorso di idee per scegliere il luogo adatto dove posizionare la statua».

C’è chi vorrebbe lasciarlo dov’è, come Camilla Bollettieri o Gaetano Mancino. «Deve rimanere qui – dice Gianni Brienza – a guardia del Palazzo, perché il Comune è il cuore della città». C’è chi vorrebbe vederlo in piazza Mario Pagano, come Giusy Bollettieri. «C’è bisogno di uno studio urbano – dice Roberto Robilotta – per collocarla. È, però, sproporzionata sia la figura di questo leone sia il prezzo pagato dal Comune». Un simbolo importante e significativo, ma un po’ sopravvalutato, anzi prezzato. Ma ora che il dissesto è assodato, più che piangersi addosso si cercano soluzioni. E, magari, un posto al sole per questo rampante leone.

I più vorrebbero che rimanesse nel centro storico. Largo Pignatari o piazza Duca della Verdura. «Piazza 18 Agosto – spiega Giuseppe Zafarone – è centrale ed è punto di smistamento». C’è chi non vuole nominare «lo scempio deformato che costa quanto il mutuo di una casa» e chi crede che possa diventare un’attrazione. Come Antonio Morese e Claudio Matera che vorrebbero che «il leone di Potenza diventi simbolo di appartenenza al pari della statua del Porcellino di Firenze, del mosaico del toro a Milano o di Giulietta a Verona. Potrebbe, anche senza una base da ventimila euro.

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