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Giallo Esposito, spunta un’impronta mai comparata

di FABIO AMENDOLARA
POTENZA - Proprio sotto la piastra metallica che fissa la maniglia alla porta del bagno c’era un’impronta digitale che all’epoca fu «isolata» dagli investigatori della polizia scientifica. A quella maniglia 13 anni fa è stata trovata legata con una cintura stretta al collo Anna Esposito, il commissario della polizia di Stato morto in circostanze mai chiarite nella caserma della polizia di via Lazio a Potenza. Quell’impronta digitale all’epoca fu ignorata
Giallo Esposito, spunta un’impronta mai comparata
di Fabio Amendolara

POTENZA - Proprio sotto la piastra metallica che fissa la maniglia alla porta del bagno c’era un’impronta digitale che all’epoca fu «isolata» dagli investigatori della polizia scientifica. A quella maniglia 13 anni fa è stata trovata legata con una cintura stretta al collo Anna Esposito, il commissario della polizia di Stato morto in circostanze mai chiarite nella caserma della polizia di via Lazio a Potenza. Quell’impronta digitale all’epoca fu ignorata perché la Procura procedeva per l’ipotesi di suicidio. Un anno fa il caso è stato riaperto - dopo un’inchiesta giornalistica della Gazzetta e la richiesta di riapertura avanzata dai familiari - e ora la Procura ipotizza l’omicidio volontario.

Mentre il professor Francesco Introna - che ha ricevuto incarico dai magistrati Francesco Basentini e Valentina Santoro di far luce sulle cause della morte della poliziotta - torna l’interesse su quell’impronta digitale mai comparata.

Sulla porta del bagno all’epoca è stata cosparsa polvere di alluminio per «esaltare» le possibili tracce. «Un frammento di impronta - scrivono gli investigatori della polizia scientifica nel verbale di sopralluogo - asportato con adesivo nero dalla superficie esterna dell’imposta del bagno di servizio, in prossimità del bordo destro e sotto la piastra di fissaggio della maniglia di apertura» è tra gli atti finiti in archivio. «Il frammento - si legge nel rapporto giudiziario - è stato prelevato due volte al fine di poterne migliorare le qualità morfologiche e di nitidezza».

Già all’epoca, quindi, la qualità dell’impronta era stata migliorata. Oggi le nuove tecniche di laboratorio con molta probabilità potranno permettere ulteriori miglioramenti.

Il caso all’epoca fu chiuso in fretta ritenendo provato il suicidio. La poliziotta fu trovata con la cintura stretta attorno al collo e legata alla maniglia della porta del bagno. «Suicidio atipico incompleto», fu definito dai medici-legali. «Atipico» perché la fibbia della cintura fu trovata al lato del collo della poliziotta e la letteratura medica prevede che nella gran parte dei casi la fibbia debba posizionarsi sulla nuca. E «incompleto» perché era mancata la sospensione necessaria a permettere lo strozzamento (il corpo di Anna toccava con i piedi il pavimento e parzialmente anche con i glutei).

Ora il professor Introna - che la scorsa settimana ha eseguito la nuova autopsia - sta cercando di accertare con precisione scientifica se Anna è stata appesa alla maniglia della porta quando era già morta.

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