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Potenza, bilancio 2012 per la Corte dei Conti «anomalie e criticità»

di ANTONELLA INCISO
POTENZA - Ci sono residui attivi conservati senza che vi siano i presupposti, c’è un ricorso cronico ed anomalo alle anticipazioni di tesoreria, c’è una scarsa capacità di riscossione ed un’alterazione dellla veridicità degli equilibri di parte corrente. E poi ci sono anche «comportamenti difformi dalla sana e prudente gestione finanziaria». È una «fotografia» con più ombre che luci quella che la sezione di controllo della Corte dei Conti del capoluogo mette in evidenza analizzando il rendiconto 2012 del Comune di Potenza
Potenza, bilancio 2012 per la Corte dei Conti «anomalie e criticità»
di Antonella Inciso

POTENZA - Ci sono residui attivi conservati senza che vi siano i presupposti, c’è un ricorso cronico ed anomalo alle anticipazioni di tesoreria, c’è una scarsa capacità di riscossione ed un’alterazione dellla veridicità degli equilibri di parte corrente. E poi ci sono anche «comportamenti difformi dalla sana e prudente gestione finanziaria».

È una «fotografia» con più ombre che luci quella che la sezione di controllo della Corte dei Conti del capoluogo mette in evidenza analizzando il rendiconto 2012 del Comune di Potenza. Una valutazione complessiva da cui emergono «criticità strutturali» ed «anomalie» che hanno spinto i magistrati contabili a trasferire gli atti sia ai magistrati della sua stessa Procura (per valutazioni legate ad un eventuale danno erariale) sia alla Magistratura ordinaria (per le valutazioni legate ad eventuali altri ipotesi di reato). L’avvio di un’inchiesta sul bilancio 2012, dunque, appare scontato, almeno come atto dovuto.

Ma la Corte dei Conti non si è limitata a questo. Ha indicato all’Amministrazione comunale anche una serie di prescrizioni da mettere in pratica entro il 21 gennaio prossimo, al fine di verificare «se vi sia l’effettiva possibilità per l’ente di proseguire nell’ordinaria gestione, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica ed in un’ottica di sana gestione finanziaria». Misure correttive, quindi, per fronteggiare una situazione decisamente complessa.

In particolare, nelle 65 pagine della relazione della sezione di controllo (Francesco Lorusso presidente e Giuseppe Teti e Vanessa Pinto referendari) emergono «numerose e gravi criticità nella gestione della dinamica dell’entrata, della spesa e della gestione finanziaria del bilancio». Anomalie che «hanno inciso negativamente sugli equilibri di bilancio dell’ente». Come nel caso «dell’insussistenza dei residui attivi conservati nel bilancio 2012» o «dell’andamento crescente di spese correnti di carattere ripetitivo».

Ma è sulle anticipazioni di tesoreria che si concentra la relazione evidenziando che «più che una misura residuale ed emergenziale per sopperire a momentanee esigenze di liquidità esso è il principale strumento di funzionamento dell’ente». Con il rischio, per come è utilizzata, di fatto, «di violare il divieto di indebitamento» sancito dalle norme.

Per la Corte dei Conti, infine, dal rendiconto 2012 , viene fuori anche «l’assenza di accantonamenti per passività potenziali», una «sottostima del Fondo svalutazione rischi» e l’incapacità strutturale dell’ente «di far fronte con mezzi propri, alla massa debitoria accumulata». Oltre «all’ inadeguatezza dei sistemi utilizzati per evitare la maturazione di ulteriore massa debitoria».

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