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Puglia e Basilicata a rischio 3 miliardi «Fondi Ue, no allo scippo»

di ANDREA DEL MONACO *
BARI - Il Governo per stare sotto il 3% nel rapporto Deficit/PIL riduce il cofinanziamento italiano ai programmi UE per Sicilia, Calabria e Campania dal 50 al 25%. Il taglio vale 8 miliardi e, se la riduzione fosse estesa a Puglia e Basilicata, il taglio arriverebbe a 11 miliardi in sette anni. Presentato il documento del Governo sulla programmazione dei fondi europei 2014-2020, approvato dalla Commissione Europea. L'Italia avrà da Bruxelles 42,1 miliardi. Dovremmo aggiungere altri 42 miliardi per cofinanziare al 50%. Dovremmo, se il Sud fosse trattato allo stesso modo del Nord
Vendola: accadono cose gravissime
Puglia e Basilicata a rischio 3 miliardi «Fondi Ue, no allo scippo»
Andrea del Monaco*

Ieri le dichiarazioni del Presidente della Commissione Europea Juncker e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Delrio si sono indirettamente intrecciate. «A Renzi dico che non sono il capo di una banda di burocrati: sono il presidente della Commissione Ue, istituzione che merita rispetto, non meno legittimata dei governi». Così Jean Claude Juncker risponde ad una domanda di Manfred Weber, capogruppo del Ppe al Parlamento europeo, in merito alle parole di Renzi a margine dell’ultimo Consiglio europeo contro «i tecnocrati di Bruxelles».

Il Presidente ha poi aggiunto: «Se la Commissione avesse dato ascolto ai burocrati il giudizio sul bilancio italiano sarebbe stato molto diverso». Insomma per Juncker siamo stati graziati da una valutazione politica e non strettamente burocratica della Legge di Stabilità. Il Fiscal Compact non sarebbe stato applicato in modo rigido. Eppure il Governo, proprio per stare sotto il 3% nel rapporto Deficit/PIL, riduce il cofinanziamento italiano ai programmi UE per Sicilia, Calabria e Campania dal 50 al 25%. Il taglio vale 8 miliardi e, se la riduzione fosse estesa a Puglia e Basilicata, il taglio arriverebbe a 11 miliardi in sette anni.

Proprio ieri Delrio in conferenza stampa ha presentato l'Accordo di Partenariato, il documento del Governo sulla programmazione dei fondi europei 2014-2020, approvato dalla Commissione Europea a fine ottobre. L'Italia avrà da Bruxelles 42,1 miliardi: 31,7 miliardi di fondi strutturali (FSE e FESR) e 10,4 miliardi del FEASR (Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale). Dovremmo aggiungere altri 42 miliardi per cofinanziare al 50%. Dovremmo, se il Sud fosse trattato allo stesso modo del Nord. Questo è uno dei nodi politici nel rapporto tra Meridione e Settentrione. Complice anche una cattiva gestione dei fondi europei nel Sud, il Governo garantirà il cofinanziamento al 50% per le Regioni del Nord ma non per le regioni meridionali.

Veniamo ai nodi. L'art. 12 del decreto Sblocca Italia dà al Presidente Renzi poteri ispettivi e di monitoraggio e gli consente di riprogrammare i soldi dei programmi gestiti da Ministeri e Regioni con inerzia, ritardi o inadempimenti. Nel contempo la Commissione Europea in due lettere del 10 marzo e 9 luglio ha chiesto all'Italia  di sostituire le autorità di gestione inefficaci e inefficienti dopo eventuale procedura negativa di valutazione, di garantire personale sufficiente e qualificato nelle autorità di Audit e di assicurare una percentuale chiara di controlli in loco sui progetti.

Dopo l'arresto dell'on. Genovese da parte della Procura di Messina per concorso in truffa aggravata nel conseguimento di erogazioni pubbliche (del FSE della Regione Sicilia), il Governo sostituirà le Autorità di Gestione e di Audit della Regione Sicilia relative alla programmazione 2007-2013? Dopo le dimissioni del Generale dei Carabinieri Scoppa dall'incarico di esperto in legalità e sicurezza sui fondi europei per la regione Campania, il Governo sostituirà le Autorità di Gestione e di Audit della Regione Campania relative alla programmazione 2007-2013?

Il Generale è un caso unico in Italia di specchiata onestà: si è dimesso perchè non lo facevano lavorare. Come riportato da Marco Demarco sul Corriere della Sera del 12 maggio il Generale Scoppa ha risolto il contratto perchè «è fin troppo chiaro che non vogliono che io lavori» e perchè non ha visto «una carta, un fascicolo, un faldone, un dato». Scoppa avrebbe dovuto vigilare sulla correttezza delle gare di appalto, sulla scelta dei progetti, sull'apertura dei cantieri e sull'esecuzione dei lavori.

A queste due domande di chi scrive Delrio ha risposto in modo deciso «Noi contiamo di sostituire tutti coloro che non agiscono nella maniera corretta... vale per tutti i programmi europei importanti, ...io sono notoriamente mite ma non sono disponibile alle deroghe, perchè le deroghe sono diseducative». Il Sottosegretario ha giudicato allucinante il caso di un Generale dei Carabinieri cui non vengono forniti i dati e si informerà sulla vicenda che non conosceva nel dettaglio.

Inoltre Delrio con Renzi vuole capire se il programma Garanzia Giovani sta funzionando. Ma non vuole farlo tramite i racconti dei dirigenti delle Regioni bensì «andando in un centro per l'impiego in Calabria» e chiedendo «se hanno la lista delle ditte in cerca di lavoro, se hanno una lista dei giovani in cerca di lavoro, se hanno fatto i colloqui uno per uno». E ripete: «Chi non spende i soldi bene, va sostituito». Altro nodo: Delrio ha confermato quanto detto alla Camera il 7 ottobre e il 30 settembre: una legge impedirà che i soldi derivati dalla riduzione del cofinanziamento al Sud diventino un bancomat del Governo per altre questioni; traduzione: non dovrebbero essere spesi in altri territori, bensì in quelli meridionali.

Vediamo nel merito. In Puglia, Sicilia, Calabria, Campania e Basilicata sono concentrati 22 miliardi di FSE e FESR. Già il 9 settembre avevamo fatto dei conti basandoci su una riduzione al 26% del cofinanziamento annunciata da Delrio su Il Sole 24ore del 28 agosto. Ora la riduzione è scesa di un altro punto e si è fissata al 25%. Ecco la dotazione FSE-FESR regione per regione (somma dei POR e della quota regionale all'interno dei PON) e gli ipotetici tagli al cofinanziamento: 1) la Basilicata avrà 863,3 milioni di euro europei: il suo cofinanziamento ridotto al 25% varrebbe 431,65 milioni perdendo così altrettanti milioni; 2) la Calabria avrà 3031 milioni di euro europei: il suo cofinanziamento ridotto al 25% varrebbe 1515,5 milioni, subendo un taglio equivalente; 3) la Campania avrà 6325 milioni di euro dalla UE: il suo cofinanziamento ridotto al 25% varrebbe 3162,5 milioni perdendo così lo stesso importo; 4) la Puglia avrà 5120,2 milioni di euro europei: il suo cofinanziamento ridotto al 25% varrebbe solo 2560,1 milioni subendo un taglio dello stesso importo; 5) la Sicilia avrà 6860,9 milioni di euro dalla UE: il suo cofinanziamento ridotto al 25% varrebbe 3430,45 milioni, perdendo così 3293,2 milioni. Qualora il taglio del cofinanziamento si limitasse a Campania, Calabria e Sicilia varrebbe 8,10 miliardi di euro e il cofinanziamento complessivo (a FESR, FSE e FEASR) scenderebbe a 34 miliardi; se il taglio fosse esteso a tutte le cinque Regioni varrebbe 11,1 miliardi e il cofinanziamento complessivo scenderebbe a 31 miliardi.

L'ultima questione posta a Delrio è l'esclusione del cofinanziamento italiano dal computo del rapporto 3% Deficit/PIL. Una delle battaglie che il Governo sta facendo con Bruxelles è proprio questa. Qualora tale battaglia fosse vittoriosa avremmo altri soldi da spendere in investimenti per lo sviluppo. Ma in tale caso, qualora il Governo avesse già allocato gli 8/11 miliardi di cofinanziamento ridotto in un altro canale finanziario (come il PAC, il Piano di Azione e Coesione di Fabrizio Barca), quei soldi non potrebbero esser più esclusi dal 3%. Secondo Delrio il Ministro Padoan avrebbe assicurato l'esclusione dal Patto di Stabilità del cofinanziamento. Vedremo.

* Esperto fondi strutturali europei

andrea.delmonaco@libero.it

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