Giovedì 21 Febbraio 2019 | 16:28

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Potenza, caso San Carlo medico e attrezzista convocati in Procura

di FABIO AMENDOLARA
POTENZA - Il dottor Giuseppe Volino, cardioanestesista, e l’infermiere attrezzista Donato Vignola sono stati sentiti dal pm Anna Gloria Piccininni per il caso della signora Elisa Presta, 71 anni, morta sotto i ferri nella sala operatoria di Cardiochirurgia dell’Ospedale San Carlo di Potenza oltre un anno fa. L’inchiesta è ripartita dalla loro testimonianza. I due sanitari erano presenti in sala operatoria il giorno della tragedia
Potenza, caso San Carlo medico e attrezzista convocati in Procura
di Fabio Amendolara

POTENZA - Ufficialmente c’erano il primario di Cardiochirurgia Nicola Marraudino e il cardiochirurgo Michele Cavone. E c’erano anche altri due cardiochirurghi: Matteo Galatti e Fabrizio Tancredi. I loro nomi non compaiono sul verbale operatorio finito nella cartella clinica di Elisa Presta, 71 anni, morta sotto i ferri oltre un anno fa nell’ospedale San Carlo di Potenza. Ma gli investigatori sono certi della loro presenza. E con loro c’erano altri due sanitari: il dottor Giuseppe Volino, cardioanestesista, e l’infermiere attrezzista Donato Vignola. La Procura di Potenza li ha convocati come persone informate sui fatti.

Sono testimoni di ciò che è accaduto il 28 maggio del 2013 nella sala operatoria di Cardiochirurgia. La donna - ha accertato la Procura (il titolare dell’inchiesta è il pubblico ministero Anna Gloria Piccininni) - è morta sotto i ferri e senza - è quello che sta emergendo dall’inchiesta - alcun tentativo di salvarle la vita. «È stata uccisa», ha detto uno dei medici coinvolti in una intercettazione (contenente la confessione del grave errore commesso in sala operatoria) che gli investigatori stanno studiando e analizzando da oltre un mese. Quel file audio è diventato una prova che, però, è arrivata dopo un anno in Procura.

C’è un fascicolo negli uffici della Squadra mobile di Potenza. Gli investigatori stanno cercando di capire cosa è accaduto nel palazzo «nero», quello in cui hanno sede gli uffici dirigenziali dell’azienda ospedaliera San Carlo di Potenza. Il sospetto è che si sia tentato di lavare i panni sporchi in casa. Le segnalazioni fatte dal dottor Fausto Saponara - il medico a cui il dottor Cavone (presente in sala operatoria il giorno dell’operazione finita nel sangue) aveva confidato ciò che era accaduto - ai vertici dell’azienda sul caso della signora morta sotto i ferri non sono arrivate tempestivamente in Procura. Si sono fermate in qualche cassetto. Perché? Cosa c’era da coprire? È quello che sta accertando la Procura.

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