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Pittella e il «salva-Potenza» «Regione, non bancomat»

di ANTONELLA INCISO
POTENZA - Asse sull’austerity, certezze sui numeri e responsabilità perchè se un nuovo contributo regionale ci sarà (di 25 milioni di euro o di altra entità) avrà dei paletti. Una ciambella di salvataggio, sì. Ma a precise condizioni. Marcello Pittella (foto) chiede di poter vedere i conti del Comune capoluogo. Di conoscere i termini dei debiti. Di valutare il piano di risanamento e di rilancio. Perché, una cosa è certa, nessuno può immaginare che la Regione possa essere una sorta di bancomat
LA CRONACA DI IERI
Pittella e il «salva-Potenza» «Regione, non bancomat»
di Antonella Inciso

POTENZA - Asse sull’austerity, certezze sui numeri e responsabilità perchè se un nuovo contributo regionale ci sarà (di 25 milioni di euro o di altra entità) avrà dei paletti.

Marcello Pittella chiude, per il momento, il caso Potenza dettando le condizioni per l’erogazione del denaro e provando a fermare, con la promessa di un Consiglio regionale sul tema, la marea montante di critiche dei politici e degli amministratori degli altri comuni. L’impegno per la città capoluogo c’è, ma non sarà «per sempre», come chiede anche una parte del suo partito che sostiene l’idea di una legge regionale per contribuire ai servizi sovracomunali che la città eroga.

Il presidente sembra pronto a tendere la mano a Dario De Luca, ma con delle condizioni precise. Innanzitutto «adeguate rassicurazioni sull’adozione di strumenti finanziari idonei a garantire il superamento delle difficoltà economiche». Poi, il fatto che queste consentano di «evitare ulteriori interventi regionali». Come dire ancora una mano ora poi basta. A differenza del passato, quando i contributi per il capoluogo sono stati erogati puntualmente di anno in anno (5 milioni di euro nel 2012, 6 milioni di euro nel 2013 e 9 milioni di euro a metà 2014).

Non si sa se la ricetta di Pittella per il capoluogo farà breccia tra gli amministratori della città, smorzando anche le polemiche con i colleghi degli altri paesi. Certo, la lettera d’impegno consegnata a mano, ieri, al sindaco Dario De Luca per allegarla al bilancio e consentirne il riequilibrio è il simbolo della volontà politica d’interventire, Ma con che stanziamento e soprattutto con quali tempi è ancora tutto da definire. Particolare non da poco se si considera che senza una posta finanziaria certa difficilmente i revisori dei conti potranno approvare il documento contabile. In base alle norme nazionali sugli enti locali, infatti, i contributi economici devono essere «certi e circostanziati». Particolare che senza la cifra precisa dello stanziamento rende complicato il via libera. Ma se anche questo ostacolo venisse in qualche modo superato resta un’altra questione fondamentale: a Potenza i 25 milioni di euro servono subito. La Regione, invece, il suo denaro può stanziarlo solo con la legge di stabilità quindi a dicembre. Nonostante le buone intenzioni, in ogni caso, il «Salva Potenza» resta una corsa contro il tempo e contro le tante difficoltà finanziarie esplose su tutto il territorio regionale (emergenze che fanno dire da più parti che trovare ora 25 milioni di euro dal bilancio regionale è un’impresa quasi impossibile a meno di non toccare le royalty appena sbloccate).

Così si pensa anche ad un piano B: il pre-dissesto. Stato che consentirebbe da una parte di razionalizzare le spese e dall’altro di avviare un piano di rientro sotto l’egida della Corte dei Conti a cui la Regione potrebbe contribuire ma con gradualità. Non con uno stanziamento complessivo di 25 milioni di euro, ma con somme che possono essere erogate di volta in volta.

Si pensa al pre- dissesto, dunque. Anche se alcune norme spiegano che questo meccanismo è possibile sono con gli equilibri di bilancio e non con il bilancio previsionale. Si pensa a quello comunque, sempre che alla fine De Luca - dopo il lavoro della task force che affianca l’assessore Martoccia - non si renda conto che nelle carte le condizioni per dichiarare il dissesto ci sono e faccia, come molti ormai credono, saltare il banco. Dichiarando il dissesto del Comune di Potenza.

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