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Omicidio Esposito Nel cellulare di Anna 4 sms all’ora della morte

di FABIO AMENDOLARA
POTENZA - Quattro messaggi sms sono rimasti nella memoria del telefono cellulare che gli investigatori trovarono sul comodino della camera da letto di Anna Esposito, il commissario della polizia di Stato morto in circostanze mai chiarite il 12 marzo del 2001 nella caserma «Zaccagnino» di via Lazio a Potenza. Il numero del mittente - che con molta probabilità era di un corteggiatore di Anna o di una persona con cui la poliziotta aveva intrattenuto una relazione - non era memorizzato in rubrica
Omicidio Esposito Nel cellulare di Anna 4 sms all’ora della morte
di Fabio Amendolara

POTENZA - Quattro messaggi sms sono rimasti nella memoria del telefono cellulare che gli investigatori trovarono sul comodino della camera da letto di Anna Esposito, il commissario della polizia di Stato morto in circostanze mai chiarite il 12 marzo del 2001 nella caserma «Zaccagnino» di via Lazio a Potenza. Il numero del mittente - che con molta probabilità era di un corteggiatore di Anna, di qualcuno con cui la poliziotta aveva intrattenuto una relazione o di una persona con cui aveva avuto un’incomprensione (non è escluso che gli investigatori oggi conoscano il nome del titolare dell’utenza) - non era memorizzato in rubrica. Ore 22.09: «Non mi rispondi, volevo salutarti». Ore 23.29: «Ho capito non vuoi più parlarmi. Scusa se ho disturbato fino a quest’ora, non accadrà più». Ore 23.48: «Non pensavo di non meritare nemmeno una risposta. Scusami ancora... addio». Ore 00.51: «Peccato, oggi pomeriggio avevo creduto tutt’altro».

I medici-legali fanno risalire la morte di Anna proprio a quegli istanti. La poliziotta - secondo gli anatomopatologi che hanno eseguito l’autopsia - potrebbe essere deceduta «circa alle 23 del giorno che precede il ritrovamento del cadavere». Quindi alle 23 dell’11 marzo del 2001. Il primo dei quattro sms è delle 22.09, l’ultimo è delle 00.51. La memoria del cellulare non contiene messaggi di risposta verso quel numero. E dall’analisi tecnica disposta sul telefono non risulta se i quattro sms erano stati aperti e letti da Anna.

Stando all’ipotesi della Procura - l’inchiesta è coordinata dai magistrati Francesco Basentini e Valentina Santoro - Anna a quell’ora era in compagnia della persona che l’ha uccisa. E quegli sms per un uomo geloso potrebbero costituire un movente.

Chi ha ucciso Anna ha letto quei messaggi mentre era con lei? Sui telefoni cellulari della poliziotta non furono effettuate analisi scientifiche e nessuno pensò di prendere le impronte digitali. Probabilmente è un dato che non sarà più possibile recuperare.

Potrebbe, però, anche trattarsi di un depistaggio. Chi ha mandato quegli sms potrebbe aver voluto cercare un alibi dopo la morte della poliziotta: il contenuto dei messaggi lascia intendere che la persona che li ha inviati avrebbe voluto incontrare Anna senza esserci riuscito. Ma è davvero così?

Il commissario - stando all’analisi dei verbali del sopralluogo effettuato dalla polizia scientifica - quella sera lasciò lo stereo acceso, ma con il volume a zero. Anna potrebbe quindi aver ricevuto una telefonata o potrebbe aver sentito qualcuno bussare alla porta e per questo motivo abbassò il volume dello stereo.

Chi è entrato in quell’alloggio a quell’ora ha ucciso Anna e ha poi simulato l’impiccagione alla maniglia della porta del bagno. Un depistaggio che ha funzionato per 13 anni.

Ora la Procura - accantonata, grazie anche all’inchiesta giornalistica della Gazzetta, l’ipotesi del suicidio - indaga per «omicidio volontario». L’indagine giudiziaria - affidata al capo della Squadra mobile di Potenza Carlo Pagano - è ripartita dall’interrogatorio (come persona indagata) dell’ex fidanzato di Anna: il giornalista Luigi Di Lauro.

Qualche mese prima il giornalista aveva interrotto la sua relazione con la poliziotta. I due continuavano a sentirsi, così come provano i contatti telefonici riportati nei tabulati di lei e di lui. E si sono sentiti fino a quella tragica sera. Lui - secondo la Procura di Potenza - all’epoca non ha fornito una ricostruzione soddisfacente dei suoi spostamenti. E per questo è stato interrogato. Il suo difensore, l’avvocato Leonardo Pinto, sostiene che il giornalista è riuscito a chiarire. Sui contenuti del verbale non sono filtrate indiscrezioni. Al giornalista però gli investigatori hanno posto domande anche sugli ultimi contatti telefonici con Anna.

Messi temporaneamente da parte gli intrecci con l’omicidio di Elisa Claps (nati da una informativa di un poliziotto della squadra di Anna che indicava già nel 2001 la chiesa della Trinità come il posto in cui erano nascosti i resti della studentessa potentina scomparsa nel 1993, dove poi in effetti sono stati scoperti nel 2010), le minacce che la poliziotta riceveva in Questura e i depistaggi fatti da alcuni poliziotti (anche le altre piste dovranno essere battute dagli investigatori che questa volta - a 13 anni dalla morte del commissario - non potranno lasciare zone d’ombra), resta da capire se i quattro sms che conteneva la memoria di uno dei telefoni cellulari trovati sulla scena del crimine sono in qualche modo collegati alla morte del commissario Esposito.

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