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Potenza, delitto Esposito Interrogato, nega tutto il giornalista indagato

di MASSIMO BRANCATI
POTENZA - Totale estraneità alla vicenda e piena collaborazione con i magistrati per chiarirne ogni aspetto: sono i due concetti che l’avvocato Leonardo Pinto ha affidato ai giornalisti presenti davanti al Tribunale di Potenza, al termine dell’interrogatorio del giornalista della Tgr Basilicata, Luigi Di Lauro, indagato per omicidio nell’inchiesta sulla morte, avvenuta nel marzo 2001, della dirigente della Digos di Potenza, Anna Esposito
Potenza, delitto Esposito Interrogato, nega tutto il giornalista indagato
di Massimo Brancati

POTENZA - Non si è suicidata, ma è morta sotto i colpi di un assassino. Gli inquirenti ritengono che la sera del 12 marzo 2001, tra le 21 e le 23, la donna sia stata strangolata da qualcuno che poi ha simulato il gesto estremo stringendole una cintura di pantaloni attorno al collo.

Attorno a questo teorema si sviluppano le indagini sulla morte del commissario di polizia, Anna Esposito, trovata priva di vita nel suo alloggio all’interno della caserma di polizia a Potenza. Indagini-bis, dal momento che - come i nostri lettori ricorderanno - all’inizio l’inchiesta fu archiviata con l’ipotesi di «suicidio atipico». Il continuo pressing della famiglia, che non ha mai creduto al primo responso investigativo, e le denunce della Gazzetta, che ha evidenziato le falle di quell’indagine, hanno convinto i magistrati a riaprire il casoo ripartendo dalle vecchie dichiarazioni del giornalista Luigi Di Lauro, all’epoca compagno della poliziotta, iscritto nel registro degli indagati. Ieri, accompagnato dal suo legale Leonardo Pinto, è stato interrogato per oltre due ore dai Pm Francesco Basentini e Valentina Santoro a cui ha spiegato tutti i suoi spostamenti la sera della morte di Anna. I due - che in quei giorni, a quanto pare, vivevano un momento di crisi nel loro rapporto - avevano un appuntamento per andare ad una festa.

Di Lauro ha ribadito ai magistrati ciò che ha dichiarato tredici anni fa e cioé che, dopo aver condotto una diretta tv a Matera, era rincasato a Potenza alle 22 e che non era uscito di casa fin dopo la mezzanotte. Su questo punto, però, i legali della famiglia Esposito sottolineano che «dalle 23.29 alle 0.57 risultano essere state effettuate da Di Lauro tre telefonate da località vicine all’abitazione di Anna. Lo si evincerebbe dai collegamenti del cellulare del giornalista con il traliccio ripetitore dal quale dipendeva la zona.

A confermare gli spostamenti di Di Lauro c’è anche un’altra ragazza, residente all’epoca a Matera, che l’uomo avrebbe frequentato in quel periodo. Disse che alle 22.30 Di Lauro l’aveva chiamata per avvisarla che stava rientrando a casa.

Ma dai tabulati telefonici questa telefonata non risulta. Particolare che ha insospettito gli investigatori - diventando materia di approfondimento da parte dei Pm - e che potrebbe coinvolgere nell’indagine anche la stessa donna. L’avvocato Pinto preferisce non entrare nei dettagli dell’interrogatorio («non voglio violare il segreto istruttorio») ma nega ogni addebito al suo assistito: «Noi siamo sereni e non esistono contraddizioni. Quel giorno Di Lauro lavorava a Matera e ci sono documentazioni televisive che lo dimostrano e che spiegano cosa ha fatto e dove è stato».

La vicenda, secondo il legale, «avrà dei risvolti, poichè la riapertura delle indagini è frutto di nuove segnalazioni, e chi le ha fatte se ne assumerà poi tutte le responsabilità: certo è che Di Lauro dovrà valutare molti aspetti, e lo faremo, ma non abbiamo motivo di preoccuparci, anche alla luce di questo interrogatorio».

Intanto il Comitato di redazione della sede Rai per la Basilicata esprime vicinanza umana e professionale al collega Di Lauro. Il Cdr «esprime allo stesso tempo fiducia nel lavoro della magistratura ed auspica una rapida conclusione delle indagini che porti all’accertamento della verità dei fatti nel rispetto di tutte le persone coinvolte».

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