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Giallo poliziotta morta a Potenza indagato giornalista Il difensore: posizione chiarita già 13 anni fa

di FABIO AMENDOLARA
POTENZA - Anna Esposito, il commissario di polizia morto in circostanze mai chiarite il 12 marzo del 2001a Potenza, la sera del decesso doveva andare a una festa con un giornalista: Luigi Di Lauro. L'uomo sarà interrogato il 24 settembre dai magistrati come persona indagata nell’ambito dell’inchiesta riaperta come omicidio. Il rebus delle telefonate. Fascicolo riaperto dopo inchiesta della Gazzetta
Potenza, giallo della poliziotta: spunta una pista passionale
Giallo poliziotta morta a Potenza indagato giornalista Il difensore: posizione chiarita già 13 anni fa
FABIO AMENDOLARA

POTENZA - Quella sera si sentirono a telefono più volte. Era per lui che aveva tirato fuori dall’armadio quell’abito nero elegante che la polizia ha trovato sul tavolo della cucina del suo alloggio. Anna Esposito, il commissario di polizia morto in circostanze mai chiarite il 12 marzo del 2001 nella caserma della polizia di Stato in via Lazio a Potenza, quella sera doveva andare a una festa con un giornalista: Luigi Di Lauro. L’inchiesta riparte da qui.

Di Lauro verrà interrogato il 24 settembre dai magistrati Francesco Basentini e Valentina Santoro che l’hanno convocato come persona indagata nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio della poliziotta.

Messi temporaneamente da parte gli intrecci con l’omicidio di Elisa Claps (nati da una informativa di un poliziotto della squadra di Anna che indicava già nel 2001 la chiesa della Trinità come il posto in cui erano nascosti i resti della studentessa potentina scomparsa nel 1993. Avrebbero potuto trovare il cadavere di Elisa nove anni prima, perché proprio nel sottotetto della Trinità verranno scoperti nel 2010), le minacce che la poliziotta riceveva in Questura e i depistaggi fatti da alcuni poliziotti (anche le altre piste dovranno essere battute dagli investigatori che questa volta - a 13 anni dalla morte del commissario - non potranno lasciare zone d’ombra).

Di Lauro verrà interrogato perché la sera della morte di Anna ha effettuato delle telefonate con il suo telefono cellulare che gli investigatori localizzano (grazie alle celle telefoniche agganciate dal suo telefonino) in vari punti della città di Potenza. All’epoca - sentito dalla polizia - il giornalista disse che era rincasato alle 22 e che non era uscito di casa fin dopo la mezzanotte. Su questo punto i legali della famiglia Esposito sottolineano che «dalle 23.29 alle 0.57 risultano essere state effettuate da Di Lauro tre telefonate da località vicine all’abitazione di Anna».

Da cosa viene dedotto questo dato? Spiegano gli avvocati della famiglia Esposito: «Dai collegamenti del cellulare di Di Lauro con il traliccio ripetitore dal quale dipendeva la zona». Ma a confermare gli spostamenti di Di Lauro c’è anche un’altra ragazza che il giornalista frequentava in quel periodo. Disse che alle 22.30 Di Lauro l’aveva chiamata per dirle che stava rientrando a casa. Dai tabulati telefonici, però, questa telefonata non risulta. È questo che ha insospettito gli investigatori - l’inchiesta è stata delegata alla Squadra mobile di Potenza - e ha portato alla decisione di interrogare il giornalista.

L’ipotesi investigativa è che tra le 21 e le 23 del 12 marzo del 2001 qualcuno abbia strozzato Anna e poi abbia simulato il suicidio stringendole una cintura dei pantaloni attorno al collo. «Suicidio atipico e incompleto» lo definirono subito i medici chiamati a effettuare l’autopsia. Atipico per il punto in cui si era fermata la fibbia della cintura. E incompleto perché era mancata la sospensione sufficiente per permettere lo strozzamento.

Il professore Gianpaolo Papaccio, nuovo consulente tecnico della Procura, invece, è andato oltre: in base alla posizione delle «macchie ipostatiche (i segni che si formano sul corpo nei punti in cui poggia il cadavere, ndr)» desume che «potrebbe essere stato appeso un cadavere». Anna, insomma, sarebbe stata strozzata e poi appesa alla maniglia della porta del bagno. Un depistaggio. Che ha funzionato per 12 anni.

Il fascicolo è stato riaperto nel mese di luglio dello scorso anno, dopo i risultati di un’inchiesta giornalistica della Gazzetta che evidenziava le falle e le zone d’ombra della prima indagine giudiziaria. I magistrati hanno studiato il caso e sono ripartiti dalle vecchie dichiarazioni di Di Lauro. L’avviso a comparire in Procura come persona indagata è stato notificato ieri mattina al suo avvocato. Di Lauro mentì davvero sui suoi spostamenti del 12 marzo del 2001? E se sì, perché? È quello che cercheranno di accertare gli investigatori.

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