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Faida in camice bianco Ipotesi «depistaggio» su file audio clandestino

di FABIO AMENDOLARA
POTENZA - La registrazione risale al mese di maggio del 2013. «È stata effettuata - ha spiegato il dottor Michele Cavone, uno dei medici del reparto di cardiochirurgia dell’Ospedale San Carlo sospesi per la storiaccia della paziente operata quando con molta probabilità era già morta - «qualche giorno dopo» quella maledetta mattinata in sala operatoria
Faida in camice bianco Ipotesi «depistaggio» su file audio clandestino
di FABIO AMENDOLARA

POTENZA - La registrazione risale al mese di maggio del 2013. «È stata effettuata - ha spiegato il dottor Michele Cavone, uno dei medici del reparto di cardiochirurgia dell’Ospedale San Carlo sospesi per la storiaccia della paziente operata quando con molta probabilità era già morta - «qualche giorno dopo» quella maledetta mattinata in sala operatoria. Ma chi ha registrato quella chiacchierata tra i dottori Cavone (che in un’intervista ha confermato: «In quel reparto ci si registra») e Fausto Saponara (che ieri ha ribadito di non aver registrato) si è tenuto quel file nel cassetto per un anno. Lo ha fatto uscire al momento giusto: ovvero nella fase finale delle indagini preliminari.
«Un depistaggio», sospettano gli investigatori. Che sarebbe servito a distogliere l’attenzione dal caso di omicidio per colpa medica.

Gli investigatori - le indagini, coordinate dal pubblico ministero Anna Gloria Piccininni, sono state delegate alla Squadra mobile di Potenza - hanno le idee chiare: chi ha diffuso quel video invece di consegnarlo in Procura o alle forze dell’ordine ha un interesse preciso, quello di portare l’atten - zione altrove. Perché? Le indagini hanno permesso di accertare che in sala operatoria, nel caso della signora Elisa, la 71enne calabrese morta sotto i ferri (o forse prima), è accaduto qualcosa di grave.

OMICIDIO COLPOSO - La consulenza tecnica con i contenuti dell’esame autoptico successivo alla riesumazione della paziente è stata consegnata già da qualche tempo. E le rivelazioni di quel file audio avrebbero dato alla Procura la possibilità di prendere iniziative investigative diverse già un anno fa. Chi ha tenuto quel file nascosto voleva coprire qualcuno? Oppure il contenuto di quella chiacchierata è stato usato per tentare di portare a termine qualche ricatto?

L’AUDIT - La seconda ipotesi è avvalorata da una sequenza di avvenimenti: l’audio esce dopo una riunione di «audit» - l’assemblea composta da tre professori pagati dalla Regione Basilicata per valutare le performance dell’Ospedale San Carlo - che si è svolta nel mese di agosto in ospedale. Cosa è accaduto in quella riunione? Qualcuno è stato penalizzato? Solo così sarebbe comprensibile la scelta di diffondere il file dopo un anno.

I TAGLI - «Tagli strategici», li hanno definiti gli investigatori. Ascoltando la registrazione ci si accorge facilmente che in due punti precisi manca l’au - dio. I due medici parlavano di qualcosa che non doveva arrivare all’esterno? È per questo che la polizia ha necessità di recuperare il file originale. Ciò che manca potrebbe portare a individuare il responsabile della registrazione.

ALLARGARE IL GIRO - A ltro aspetto che agli investigatori non è sfuggito è il tentativo di «allargare il giro». È ancora una volta Cavone a parlare (sempre con la stampa): «Ho letto in una relazione firmata solo dal primario cose non vere». Il primario è Nicola Marraudino. E secondo Cavone avrebbe inserito in una relazione ufficiale particolari falsi. Nella registrazione audio si sente Cavone dire che tiene «il primario per le palle». Il ricatto è legato alla relazione?

L’ALTRO MEDICO - Il dottor Saponara è stato indicato subito come l’autore della registrazione. Lui in modo fermo sostiene di no. Ed è l’unico che apparentemente non aveva un interesse preciso: di recente ha vinto una causa di lavoro contro l’azienda sanitaria con annesso risarcimento. Ha ottenuto giustizia. È però accusato in sede disciplinare di aver diffuso all’esterno - per il procedimento giudiziario - dati sensibili sui pazienti.

IL CORVO INSISTE - A ltre informazioni continuano a filtrare all’esterno dell’ospedale con il metodo della delazione. Proprio ieri sono giunte alle redazioni dei giornali due putride lettere anonime colme di veleni. E la faida col camice bianco continua.

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