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Clamoroso: si riapre il caso della maestrina scomparsa

di PINO PERCIANTE
LAGONEGRO - I carabinieri di Lagonegro sono in possesso di elementi per far riaprire, dopo trent’anni, il caso di Mariantonietta Flora, la maestra di Lagonegro, scomparsa nel nulla la sera del 10 novembre del 1984. La notizia è stata confermata ieri mattina negli ambienti giudiziari. La nuova indagine riparte anche da un inchiesta condotta dalla Gazzetta qualche anno fa
Clamoroso: si riapre il caso della maestrina scomparsa
di PINO PERCIANTE

L AGONEGRO - Il colpo di scena è clamoroso e potrebbe riscrivere per intero l’ultimo capitolo di uno dei tanti misteri lucani. I carabinieri di Lagonegro sono in possesso di elementi per far riaprire, dopo trent’anni, il caso di Mariantonietta Flora, la maestra di Lagonegro, scomparsa nel nulla la sera del 10 novembre del 1984. La notizia è stata confermata ieri mattina negli ambienti giudiziari.
Il procuratore Vittorio Russo a breve si metterà al lavoro per valutare se le novità raccolte dai carabinieri sono tali perché quel fascicolo chiuso trent’anni fa senza una verità oggi possa essere riaperto.

Tutto è coperto, comprensibilmente, dal segreto più assoluto. Nessun commento, quindi. Bisogna approfondire. Bisognerà fare delle valutazioni anche alla luce del risultato del processo che ci fu a suo tempo e che si concluse con l’assoluzione dell’unico imputato. La svolta clamorosa, però, è sul tavolo. E in un attimo i fatti di quel 10 novembre di trent’anni fa tornano sotto i riflettori. Non ci sono ancora indagati ma è presumibile che presto ce ne possano saranno in base alle novità che potranno emergere dalle indagini.

Che più di qualcosa non fosse andato proprio come avevano ricostruito le indagini ufficiali dell’epoca lo si è sempre detto e soprattutto scritto. Interviste e inchieste giornalistiche , nel tempo, hanno messo in fila circostanze, fatti e dettagli in contraddizione tra di loro, se non letteralmente privi di senso. Ed è proprio partendo da quei dettagli che le indagini dei carabinieri sono ripartite. Ieri mattina i militari hanno informato degli elementi raccolti il procuratore di Lagonegro che ora dovrà valutare se far partire la nuova inchiesta. Il lavoro della procura non sarà facile. Come detto occorrerà ripartire nell’inchiesta tenendo conto degli sviluppi che hanno portato alle conclusioni del processo già celebrato.

La nuova indagine riparte anche da un inchiesta condotta dalla Gazzetta qualche anno fa su alcuni «buchi» nelle indagini svolte all’epoca. Lacune sottolineate, più volte, anche dall’associazione «Libera» . Tra queste, il sangue nell’auto che non fu mai chiarito con certezza a chi appartenesse. Il perito dell’epoca concluse parlando solo di «elevata probabilità».
Poteva trattarsi del gruppo «zero», ossia quello della Flora. A ciò si aggiungono le impronte non prelevate. Ci sono poi le versioni contrastanti dei vari testimoni e indagati che prima dicono, poi ritrattano, poi ridicono.

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