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Caso Claps, la colf smentisce don Wagno Ennesimo «giallo»

di FABIO AMENDOLARA
POTENZA - «Una mattina mi trovavo in sacrestia dopo aver celebrato la messa e venne da me la mamma di Annalisa che, tutta sudata e spaventata, mi disse che c'era un cranio lì sopra». Così don Wagno (foto). Ma Annalisa Lovito, una delle due colf, smentisce che lui abbia detto messa
Caso Claps, la colf smentisce don Wagno Ennesimo «giallo»
di Fabio Amendolara

POTENZA - «Una mattina mi trovavo in sacrestia dopo aver celebrato la messa e venne da me la mamma di Annalisa che, tutta sudata e spaventata, mi disse che c'era un cranio lì sopra».

Don Wagno Oliveira E' Silva, il sacerdote brasiliano testimone chiave dell'inchiesta sul ritrovamento dei resti di Elisa Claps, la ragazza scomparsa e uccisa il 12 settembre del 1993 (i suoi resti sono stati ritrovati ufficialmente il 17 marzo del 2010), disse alla polizia che il giorno in cui salì nel sottotetto della chiesa della Trinità con le signore delle pulizie era il 24 febbraio del 2010. E che quel giorno vide insieme alle due colf i resti di Elisa. La prova, secondo don Wagno, è in uno scontrino fiscale che lui conservò per caso e che consegnò alla polizia. La data dello scontrino è il 24 febbraio. Ma ora Annalisa Lo Vito, una delle due signore delle pulizie (difese dall’avvocato Maria Bamundo), lo smentisce. E chiede di acquisire l'agenda della chiesa che un tempo guidò don Mimì Sabia. «Controllate quell'agenda e scoprirete se quel giorno don Wagno ha detto messa».

Annalisa, in una lunga dichiarazione depositata in Procura a Salerno e ora agli atti del processo di Potenza, sostiene che potrebbe essere importante controllare quell'agenda, «per verificare la frequenza con cui don Wagno ha celebrato messa al mattino nei mesi che precedono il ritrovamento dei resti di Elisa».

Ecco cosa è scritto nel documento: «Durante l'espletamento del mio incarico di sacrestano della Trinità – sostiene Annalisa – ricordo con chiarezza che annotavo su un'agenda di colore giallo con sfumature sul marrone tutte le messe che dovevano essere celebrate giornalmente in suffragio dei defunti. Oltre ad annotare il nome del defunto e l'orario della messa prenotata, scrivevo quotidianamente chi celebrava la messa. Inoltre, dopo la celebrazione, chi aveva prenotato la messa passava dalla sacrestia per fare l'offerta». Era Annalisa quindi a segnare quale dei sacerdoti celebrava la messa al mattino. Wagno sostiene che il 24 febbraio la messa del mattino l'aveva detta lui. E fu quel giorno che – a suo dire – chiamò il vescovo per avvisarlo del ritrovamento. Ma il vescovo – nella versione ufficiale che l'altro giorno è stata ribadita proprio da monsignor Agostino Superbo in aula non senza contraddizioni – era a Roma, impegnato con la Cei, e non diede a Wagno la possibilità di spiegare. «Ne parliamo al mio ritorno», avrebbe detto il vescovo. Dai tabulati telefonici però emerge che tra il vescovo e Wagno non ci furono telefonate il 24 febbraio. E comunque non ce ne furono nei giorni in cui il vescovo sostiene di essere stato a Roma. Wagno avrebbe dimenticato la circostanza e se ne sarebbe ricordato solo dopo il 17 marzo quando – è sempre la versione ufficiale - chiederà di nuovo di parlare con Superbo.

Sostiene Annalisa: «Considerato che il parroco don Wagno, dopo varie dichiarazioni contrastanti tra loro, nelle quali tra l'altro sono stata personalmente coinvolta, ha asserito che in data 24 febbraio 2010 ha celebrato lui la messa, ricollegando la vicenda della data a uno scontrino fiscale che è stato esibito dallo stesso, ritengo importante, al fine di accertare l'attendibilità della mia persona e quella di don Wagno, che venga acquisita l'agenda» (le due signore delle pulizie sono accusate di falsa testimonianza).

Don Wagno disse agli investigatori che in quel periodo celebrava messa durante la settimana, eccetto il sabato e la domenica. Le uniche chiamate tra il vescovo e don Wagno risalgono al 4 e al 13 febbraio. I due, come dimostrano i tabulati telefonici, si sentivano raramente e sempre con chiamate molto brevi. Il ritrovamento potrebbe risalire a uno di quei giorni? Il vescovo, però, stando alle sue ricostruzioni, non era a Roma. Ricorda male don Wagno? O è Annalisa che mente? La prova potrebbe essere in quell'agenda.

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