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Nasce l’Orchestra della Basilicata: si chiamerà «131» come il numero dei comuni lucani

Nasce l’Orchestra della Basilicata: si chiamerà «131» come il numero dei comuni lucani

Al casting oltre 300 candidature: ecco le voci degli aspiranti orchestrali al conservatorio di Potenza

13 Giugno 2022

Cristiana Lopomo

Un’orchestra della Basilicata. Il sogno di tutto l’ambiente musicale lucano comincia a prendere corpo. Si è appena conclusa l’intensa settimana di casting all’Auditorium del Conservatorio «Gesualdo da Venosa» di Potenza per la formazione del primo organismo musicale stabile in Basilicata: la costituenda Orchestra Sinfonica «131» (il numero dei paesi lucani). 

Al bando internazionale per fiati, archi, percussioni e arpa avevano risposto in più di 300. Oltre 200 i musicisti professionisti che si sono presentati ed esibiti sotto l’occhio attento della commissione esaminatrice. Dall’enfant prodige appena 18enne e figlio d’arte ai 20enni freschi di studi e con interessanti esperienze già compiute. Dai più maturi 30enni e 40enni dai curricula di rilievo fino ai 50enni e oltre, imperturbabili professionisti di lungo corso. «Un grande lavoro, anche complicato» per i componenti della commissione formata dal maestro Marco Renzi, direttore artistico, e dai cofondatori dell’Os131 i maestri Giovanna D’Amato, Pasquale Menchise e Francesco Zingariello, affiancati dal violoncellista Roberto Trainini, dal violinista Francesco Solombrino, dall’oboista Pietro Borgonovo e dal clarinettista Roberto D’Urbano in qualità di componenti esterni. «Nei prossimi giorni sarà stilata una graduatoria – spiega la commissione - da dove saranno convocati i professionisti che andremo a contrattualizzare (una cinquantina) con possibilità di scorrimento ulteriore in caso di produzioni che, di volta in volta, dovessero richiedere un numero maggiore di elementi. Siamo molto soddisfatti per il numero dei partecipanti e il livello alto di preparazione. Non è stato un lavoro semplice, soprattutto nell’assegnazione dei ruoli da solisti».

Significativa partecipazione dalla Basilicata. E da ogni angolo d’Italia, isole comprese. Candidati arrivati anche da Austria, Polonia, Belgio, Francia, Germania. Anche una flautista 40enne dall’Ucraina, fuggita da Zaporizhzhia e ospitata nelle Marche, in provincia di Fermo, da Dante Milozzi, Primo flauto dell’Orchestra Sinfonica nazionale della Rai, che l’ha accompagnata a Potenza per questa occasione. Si aspetta il proprio turno, all’ombra sotto il porticato d’ingresso dell’Auditorium. Si cerca di gestire l’ansia e si «scaldano» le dita. Ci sono anche due giovani violoncelliste, una spagnola e una giapponese. Non è proprio il momento ideale per chiedere un’intervista. Tra chi si rende disponibile c’è Pina Lobosco 57 anni, violinista di Montemurro che vive da anni nel capoluogo. Un talento nato al Conservatorio potentino. Una vita da concertista con esperienze anche in quelli che sono stati i «precedenti tentativi di formazione di un’orchestra stabile in Basilicata, a partire dagli anni ‘90: dall’orchestra delle due Province a quella lucana. Esperienze purtroppo che si sono sgonfiate nel tempo. Per fortuna c’è stato chi non ha mai spento il sogno e speriamo – dice – questa sia la volta buona: una regione, come la nostra, con un Conservatorio di tale rilevanza e i suoi numerosi talenti, giovani e anche meno giovani, merita davvero questa occasione». Ha iniziato, invece, al Conservatorio di Milano, Massimo Rosa, violinista di Potenza, 41 anni. Insegna musica all’IC Busciolano e collabora con il Conservatorio di Foggia. Ha suonato anche con l’orchestra Ico Magna Grecia di Taranto. «Finalmente una realtà stabile nella nostra regione, così non saremo più costretti a viaggiare per mettere a frutto le nostre competenze. Ben vengano tutti questi candidati, d’ogni età e ogni provenienza. Non la reputo concorrenza, così si alza il livello». Alla sua prima audizione Veronica Iannella, violoncellista di Matera, 23 anni. Ha ultimato il triennio al Conservatorio di Bari e frequenta il biennio. «Avevamo un programma ampio e impegnativo. Sono felice di com’è andata. Volevo iniziare a capire come funziona questo mondo, sono solo all’inizio. L’ansia è una cosa buona, ma fino a un certo punto. Avevo qualche timore, ma per fortuna, ho retto bene. Mi ripetevo: devo suonare al meglio. E appena ho cominciato a suonare mi sono tranquillizzata». Prima volta davanti a una commissione esaminatrice anche per Roberta Pastore, violoncellista di Bari, 21 anni. Sta ultimando il triennio, anche lei, al Conservatorio «Piccinni». Oltre alla collaborazione alla produzione di un disco del maestro Paolo Messa, ha fatto parte di un quartetto riconosciuto tra le «eccellenze» del suo Conservatorio. Sogna «di lavorare nel mondo della musica, in un’orchestra o in una formazione cameristica. È stata un’esperienza emotivamente impegnativa. Mi sono preparata in poco tempo, il programma era molto ampio. Se sono soddisfatta di com’è andata? In realtà – riconosce - non lo sono mai completamente. Si può sempre fare meglio». Arrivato da Pescara Giovanni Narciso, 21 anni, al biennio del Conservatorio di Foggia, già con tante esperienze di collaborazioni e produzioni: con l’Orchestra sinfonica di Bari, la Filarmonica di Puglia e il Sistema delle Orchestre Nazionali dei Conservatori Italiani (Onci) con cui si è esibito in Bulgaria e a Dubai per l’Expo. «È stato il mio maestro, Gianluigi Fiordaliso, a invogliarmi a iscrivermi a questo bando. La mia intenzione è continuare a fare vita da orchestrale. Mi piace il lavoro di squadra che si crea. Certo sarà dura: c’è molta concorrenza, dei giovani e dei più esperti. E reggere mentalmente l’ansia da prestazione non è semplice». Da ancora più lontano Armen Sargsyan, 60 anni, dall’Armenia. Una vita da musicista molto intensa: dall’Armenian Symphony Orchestra alla Karlovy Vary Symphony della Repubblica Ceca, dalla Cairo Symphony Orchestra all’Einstein Symphony Orchestra di New York con ritorno a Praga alla North Czech Philharmonic Orchestra. «Non avrei difficoltà a traferire qui la mia vita, anzi ci spero: sarebbe bello far parte di questa orchestra, ma purtroppo – chiosa - non decido io».

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