Opere negate

Potenza, lo splendido Cristo Velato "nascosto" a Santa Maria del sepolcro

Angelo La Capra

La copia perfetta dell’originale di Napoli è in mostra solo a Pasqua ed invece potrebbe diventare motivo di richiamo artistico

POTENZA - Una splendida copia del Cristo Velato di Napoli. Ce ne sono tre in tutta Italia, in Campania, Emilia e qui in Basilicata. A Potenza, per l’esattezza nella chiesa di Santa Maria del Sepolcro, le cui origini medioevali, com’è noto, riportano addirittura alle gesta dei templari. Tanto che la bella statua lignea della Madonna poggia proprio su una pietra proveniente dal Santo Sepolcro. Ma com’è possibile che la chiesa di Santa Maria non sia quotidianamente meta di turisti, sia per le splendide opere, sia per le reliquie (qui nell’altare barocco, anche una reliquia del preziosissimo sangue di Gesù) e soprattutto per lo straordinario Cristo Velato?

Probabilmente gli stessi lucani ne ignorano la presenza. Si tratta di una delle rarissime copie esistenti in Italia del Cristo velato, l’opera marmorea realizzata nel 1753 dallo scultore Giuseppe Sanmartino, ritenuta uno dei più grandi capolavori della scultura di tutti i tempi e che può essere ammirata nella Cappella Sansevero di Napoli. Il Cristo Velato conservato nella chiesa di Potenza è invece una scultura lignea abbastanza recente, ma comunque di grande suggestione, e che meriterebbe a sua volta una collocazione importante. Realizzato nel 1914 dallo scultore altoatesino Helmut Perathoner, il «Cristo» custodito a Santa Maria del Sepolcro è un’opera che rilegge completamente la scultura del Sanmartino, e non solo una banale copia dell’originale napoletano. Il «Cristo» di Perathoner è una scultura realizzata con il cirmolo, un legno molto morbido che si trova nelle Alpi, ricoperto poi da strati di gesso e sul quale è stato applicato un colore che lo fa sembrare marmo.

Nella chiesa di Santa Maria questa opera così unica e suggestiva viene esposta solo nel periodo della Quaresima, per cui sarà visibile nei prossimi giorni. Per il resto dell’anno resta conservata in una teca posizionata all’interno della sacrestia.
Probabile che i frati francescani, responsabili della chiesa e del convento, peraltro sempre impegnati - visti i tempi - in numerose opere umanitarie, abbiano poco tempo da dedicare alla valorizzazione del tesoro artistico custodito all’interno della parrocchia. Esporre invece al pubblico in pianta stabile anche il Cristo Velato potentino attirerebbe in città molti visitatori. Ma è ben noto che quanto a marketing territoriale, abbiamo ancora molto da imparare.

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