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La testa degli ospedali a Potenza, ma l'Asl l'unica farà capo a Matera

La decisione presa dopo le tensioni che si sono registrate con i rappresentanti sanitari ed i consiglieri regionali del Materano

La testa degli ospedali a Potenza, ma l'Asl l'unica farà capo a Matera

Doveva essere la fine di luglio, poi la metà di agosto. Ma sono in molti a scommettere che la decisione possa slittare a settembre. Resta un percorso ad ostacoli quello della riorganizzazione sanitaria, la riforma che il governo regionale di Centrodestra vuole assolutamente incasellare.

L’idea dell’assessore regionale alla Sanità, Rocco Leone, era di chiuderla nel minor tempo possibile, ma a pesare continuano ad essere incognite e perplessità da parte di sanitari ed esponenti politici. Fibrillazioni che, dopo una serie di incontri, hanno spinto il governo regionale a definire meglio l’assegnazione delle direzioni generali delle due Aziende che saranno al vertice del sistema sanitario lucano. In particolare, sarà a Matera la «testa» della medicina territoriale. La direzione generale della nascente Astur (Azienda sanitaria territoriale unica regionale), infatti, avrà sede nel città dei Sassi. Ed a essa saranno trasferiti tutti i servizi territoriali della regione. Di fatto, quindi, l’Azienda sanitaria del Potentino verrà soppressa mentre la Asm si trasformerà in qualche modo nella nuova Astour chiamata a gestire i sei Distretti con i relativi ambulatori che sono presenti sul territorio.

Processo inverso per i servizi ospedalieri la cui direzione resterà in capo all’Azienda ospedaliera del «San Carlo». Ad esso, però, questa volta oltre ai presidi ospedalieri presenti sul territorio regionale (gli ospedali di Lagonegro, Melfi, Policoro e Villa d’Agri) dovrà fare riferimento anche l’ospedale «Madonna delle Grazie» di Matera, dea di primo livello. Insomma, una divisione equa finalizzata a smorzare i timori e le preoccupazioni legate alla riorganizzazione del mondo sanitario lucano ed al ruolo che deve avere il Materano. Ma se sull’assegnazione delle direzioni generali la strada sembra tracciata lo stesso non può dirsi per quanto riguarda l’individuazione dell’ospedale che sarà il secondo Dea di primo livello della regione. Nella riforma la scelta viene legata ad accordi di confine con le altre regioni (per raggiungere il criterio dei 150mila abitanti) ma è evidente che ogni territorio sta, già, lavorando per provare a stringere collaborazioni con la regioni contermini. È evidente, però, che la scelta rischia di innescare nuove tensioni tra i comuni dove ricadono i presidi, tutti fermi nella volontà di essere - dopo l’ospedale di Matera, il nuovo Dea di primo livello della Basilicata.

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