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Tito Scalo, odori molesti dall'azienda di trattamento rifiuti: le proteste

Il sindaco Scavone ha emesso un'ordinanza che intima alla New Ecology System di risolvere entro tempi brevi il problema

Tito Scalo, odori molesti dall'azienda di trattamento rifiuti: le proteste

Sarà stato anche il caldo umido dei giorni scorsi a peggiorare le cose. Fatto sta che il fetore, i cattivi odori provenienti dallo stabilimento di trattamento rifiuti della «New Ecology System». nell’area industriale di Tito Scalo, ha fatto scattare l’allarme e le proteste da parte dei residenti e dei lavoratori della zona.
Le ripetute segnalazioni di odori molesti e nauseabondi provenienti dallo stabilimento ha portato il sindaco Graziano Scavone ad emettere nella mattinata di ieri un’ordinanza, con carattere di urgenza che intima alla società che ha sede legale a Tito di risolvere in tempi brevi il problema.

L’ordinanza sindacale ordina alla società di provvedere entro trenta giorni all’adozione di tutte le misure necessarie a eliminare le emissioni di odori molesti, comunicando entro cinque giorni le procedure e gli interventi che si intendono intraprendere e il relativo cronoprogramma.

Va detto che l’odore «acre, pungente putrefatto», fa sapere il Comune di Tito, è stato rilevato anche da opportuni sopralluoghi della Polizia locale e, il 20 agosto, dall’ufficio Aria dell’Arpab, che ha certificato un «forte impatto odorigeno» sia all’esterno che all’interno dello stabilimento. Le emissioni maleodoranti sono in costante aumento anche durante l’orario notturno.
Il Comune di Tito, come richiamato dall’ordinanza, ha ripetutamente segnalato il problema alla Provincia di Potenza, l’ente preposto al rilascio e al controllo delle autorizzazioni per le attività lavorative. La Provincia ha verificato l’inottemperanza da parte della società alla prescrizione sulle campagne stagionali quindicinali olfattometriche nonché l’inadeguatezza del sistema di aspirazione e di abbattimento degli inquinanti e degli odori all’interno dello stabilimento (capannone e tettoia) e la mancata chiusura ermetica delle cisterne contenenti acque di percolato.

In tutti i casi «Il Comune di Tito - sottolinea il sindaco Scavone - proseguirà la propria attività di monitoraggio e controllo per quanto di sua competenza, al fine di tutelare la salute della popolazione».
Il promo cittadino aggiunge che «la sostenibilità di determinati impianti produttivi deve rientrare tra le scrupolose verifiche preliminari da parte degli enti sovracomunali autorizzanti. Le imprese che operano in settori delicati come quelli legati alle gestione dei rifiuti devono osservare rigorosamente le prescrizioni rilasciate in fase di autorizzazione e devono adeguare gli impianti in modo da tutelare, prima ancora che gli investimenti realizzati, il principio di sostenibilità ambientale in un’area che, per quanto a uso industriale, è caratterizzata dalla presenza di cittadini residenti e di lavoratori di aziende operanti in diversi settori a cui non si può sottrarre la tranquillità e la vivibilità urbana».

«Ad onor del vero - conclude Scavone - La New Ecology System - in data 23 agosto ha annunciato misure di adeguamento per lo stabilimento con l’installazione di un biofiltro. Misure votate innanzitutto a ridurre gli odori nauseabondi. Ma il tutto al momento è frenato dalla mancanza di autorizzazioni che devono arrivare dai massimi enti regionali»

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