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Venosa, rubano un osso di elefante preistorico: è caccia al ladro

POTENZA - Un antichissimo frammento di osso di elefante è sparito dal parco paleolitico di Notarchirico, a Venosa.
I carabinieri stanno indagando per cercare di individuare i responsabili del furto, mentre oggi, in municipio, è in programma un incontro tra funzionari, componenti dell’amministrazione comunale e rappresentanti della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata.

Al tavolo, convocato ad hoc, saranno prese in esame «le misure all’interno del progetto in fase di appalto - spiegano dal Comune oraziano - per contrastare l’attività clandestina di chi distrugge un patrimonio tra i più interessanti al mondo, alla ricerca di incerti quanto rischiosi profitti».
A Venosa sono in tanti a chiedersi chi sia stato capace di trafugare un frammento osseo dal grande valore storico e per quale motivo lo abbia fatto. «Appena ho ricevuto la notizia, sono stata assalita da sconcerto e mille domande, le stesse di alcuni cittadini», ha detto il sindaco di Venosa, Marianna Iovanni, in uno sfogo affidato alla sua pagina Facebook.

«Chi arriva a compiere questi reati contro la ricerca, contro la nostra storia - ha continuato Iovanni, da 19 anni proprio dipendente del Mibac al museo e al parco archeologico di Venosa - è perché non conosce altro valore se non il denaro. Poco, sporco, purché briciole di denaro. E non è stata la prima volta: l’ultimo tentativo un anno fa. L’ho appreso ieri. Ringrazio i carabinieri della Stazione di Venosa: ci affidiamo a loro e al lavoro condiviso con il Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale».

Quello trafugato è un frammento di bacino di elefante antico. Nel parco paleolitico di Notarchirico ci sono resti di fauna preistorica tra cui anche una vertebra e un frammento di mandibola di elefante. Circa 30 anni fa, durante uno scavo era emerso il più antico resto umano ritrovato nell’Italia Meridionale: un femore umano frammentario, fortemente fossilizzato, attribuito ad un individuo femminile di età adulta riferibile alla specie Homo erectus.
Intanto dalla riunione in programma oggi in Municipio ne dovremmo sapere di più sulla sparizione dell’antichissimo osso.

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