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infanzia

Il miraggio asilo nido
un posto ogni 7 bimbi

Basilicata molto al di sotto delle medie nazionali. Privi 91 comuni

Il miraggio asilo nido un posto ogni 7 bimbi

Giovanni Rivelli

Se le indagini sulla demografia ci dicono che nel 2026 una culla su quattro di culle necessarie ad accogliere neonati resterà vuota (e la Basilicata scenderà da 4mila e 3mila nati l’anno) il rischio non c’è per i posti di asilo nido. Non che i bambini, qui, aumenteranno, ma i posti attualmente disponibili sono talmente pochi che qualunque calo demografico li rende comunque «rari».

Così se lunedì «Save the Children Italia»; l’organizzazione che si cura della tutela dell’infanzia, ha lamentato che in Italia solo un bambino su quattro avrà la possibilità di frequentare un asilo nido o un servizio integrativo per la prima infanzia quel rapporto «drammatico» tra necessità e disponibilità a livello regionale resta addirittura un miraggio dato che qui ci sarà la possibilità di fornire il servizio solo a un bambino ogni 7.

Insomma quella della mancanza di servizi è una dura realtà che, in senso letterario, inizia già quando si sta in culla. Prova ne sia che in base agli ultimi dati Istat disponibili (quelli 2014) in tutta la Basilicata gli utenti di asili nido tradizionali, micronidi, nidi aziendali e sezioni primavera sono complessivamente 839 divisi precisamente tra 640 che frequentano nidi e micronidi 367 iscritti alle sezioni primavera e il resto nei nidi aziendali.

Insomma un vero problema. E se già per chi vive nei centri maggiori è un problema, la situazione è drammatica per i piccoli centri. L’asilo nido, infatti, è presente solamente bel 30,5 per cento dei centri (40 in tutto) lasciando scoperti 91 comuni e, comunque, riuscendo a prendere in carico solamente 6,6 bambini ogni 100 lucani tra 0 e 2 anni. Va peggio per i servizi integrativi per la prima infanzia (come le sale ludiche) presenti solo in tre centri e con un numero di utenti statisticamente non significativo.

Nel dettaglio dei numeri, gli asili nido a gestione diretta comunale assorbono solo 429 bambini, mentre quelli affidati alla gestione di terzi aggiungono altri 385 posti, quelli privati ma che riservano posti anche in convenzione ai comuni ne aggiungono appena 23 e in due casi si ha l’erogazione di un voucher per accedere a strutture del tutto private. In totale le strutture pubbliche o convenzionate hanno autorizzazioni per arrivare fino a 1.200 posti, a cui si affiancano altri 580 posti in strutture del tutto private.

La differenza, come sa chiunque ha avuto un figlio, non è di poco conto: perché se i comuni lucani spendono in totale circa 3 milioni e 774mila euro per assicurare il servizio, le famiglie che hanno la fortuna di trovare un posto «pubblico» per il proprio figlio in Basilicata sostengono una spesa molto inferiore rispetto a chi è costretto a ricorrere al mercato privato.

Per un bimbo in un nido pubblico, infatti, si spendono 1.632 euro l’anno, come la media nazionale (1.669) ma praticamente il doppio del resto del Sud (894 euro); insomma se ad aprire le tasche siamo come il resto del Paese, non c’è la stessa eguaglianza nell’ottenimento del servizio. In Italia mediamente i servizi per la prima infanzia sono presenti nel 55,7 per cento dei centri e offrono circa 21 posti ogni 100 bambini. Da noi i posti sono 14 e i centri coperti il 30,5%.

Per gli altri bisogna provvedere in proprio a sostenere l’intera spesa che ammonta a diverse centinaia di euro al mese. Secondo Dati Istat il costo totale medio di un posto in Asilo Nido in Italia è di 8.440 euro, fortunatamente in Basilicata siamo intorno ai 5mila (poco più di 400 euro al mese) cosa che rappresenta una spesa di non poco conto e, specie in caso di più figli, pone il serio dubbio se sia più conveniente lasciare il lavoro per uno dei genitori, specie se a basso reddito.

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