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S. Cataldo Di Bella: è qui
il paese dove tutti lavorano

Poco più di mille anime, 25 aziende, 15 artigiani, 10 attività commerciali

 S. cataldo di bella: è qui il paese dove tutti lavorano

di Veronica D’andrea

S. CATALDO DI BELLA - Gli abitanti sono 1.091, 25 le aziende, 15 gli artigiani, 10 le attività commerciali e zero i disoccupati.

Sono questi i fantastici numeri - decisamente in controtendenza, rispetto a tutta la Basilicata, ma anche alla media nazionale - di questa virtuosissima località del potentino, San Cataldo, frazione di Bella.

Dai numeri in possesso della Gazzetta, si evince che negli ultimi cinque anni, non si è registrato alcun calo demografico e dai dati del censimento acquisiti, si traccia che nel 2012 gli abitanti residenti erano 1.104 scesi nel 2017 a 1.091.

Un aspetto antropologico, sociale oltre che culturale degno di nota e sicuramente di esempio per tutti quei paesi che continuano e forse non solo per destino, con lo spopolamento e l’abbandono della terra natia.

Come mai San Cataldo di Bella riesce a mantenere un numero così alto di abitanti da far gola ai centri lucani più piccoli e come mai un fermento imprenditoriale così fiorente sia concentrato tutto qui? Insomma San Cataldo è o non è un’isola felice?

Ne abbiamo parlato con il sindaco di Bella, Leonardo Sabato, che risiede proprio nella frazione di San Cataldo.

La comunità sancataldese è una comunità giovane, e la sua capacità imprenditoriale è sicuramente indiscutibile perché vanta aziende che da anni lavorano nel settore della progettazione e installazione di sistemi di isolamento delle celle frigorifere, che hanno scommesso e hanno creduto nel proprio lavoro tanto da diventare punto di riferimento nella popopolazione dando pertanto lavoro a molti compaesani. Inoltre ci sono anche imprese tra artigiane ed edili che continuano a lavorare bene. Grazie a questi numeri e alle nuove esigenze della popolazione San Cataldo ha visto fiorire negli ultimi decenni numerose attività commerciali proprio a dimostrazione dell’economia fiorente.

«Le aziende che operano nel settore delle celle frigorifere - ha spiegato il primo cittadino bellese - hanno cantieri sparsi in tutto il mondo, ma la cosa particolare e che inorgoglisce me come sindaco è il loro grande attaccamento alla nostra terra, nel senso che hanno scelto di risiedervi con le proprie famiglie e questo determina una ricaduta positiva sia in termini occupazionali, come ovviamente si può ben constatare e sia in termini economici di investimento nel territorio stesso.

Nonostante non si registri un calo di residenti nella frazione di San Cataldo - ha continuato Sabato - bisogna considerare anche il numero di laureati che studiando fuori si sono poi fermati nei luoghi universitari o che sono andati via perché non hanno trovato il lavoro che si addicesse alla formazione conseguita. Di contro non si registrano però famiglie che vanno via.

L’ottanta per cento della popolazione che risiede qui è occupata. Nel venti per cento rientrano le donne, dove si registra un gran numero di casalinghe che non hanno mai cercato un lavoro fuori dalle mura domestiche. Per cui emerge un quadro di una popolazione laboriosa.

Un bilancio più che positivo per la frazione bellese e che fa anche del concetto dell’occupazione il suo fiore all’occhiello che rafforza e si rafforza grazie all’attaccamento alle proprie origini, alla propria gente, al proprio territorio, fatto di lingua, costumi e tradizioni.

«San Cataldo - ha tenuto ad evidenziare il sindaco - è migliorata tantissimo negli ultimi anni e questo si può valutare in base al numero di servizi erogati alla comunità, come quello di metanizzazione assente fino ad un decennio fa, ad esempio, oppure il ripristino dell’area cimiteriale, necessaria per una popolazione con questi numeri. Per l’anno scolastico 2018/2019, poi, è prevista per la prima volta l’istituzione della prima sezione della scuola media. Si mettono al passo i servizi con le esigenze della popolazione. Si considera così San Cataldo, non più come borgo rurale, bensì - ha concluso - come una cittadina urbana».

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