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Annuncio dei sindacati

Fca Melfi, contratti di solidarietà per 5.857 lavoratori

In vista della prossima dismissione produttiva della Punto, è stato sottoscritto «un accordo sindacale relativo all’uso della cassa integrazione straordinaria, la cui causale è contratto di solidarietà dal 23 luglio al 31 gennaio 2019»

fiat fca Sata melfi

Lo stabilimento Fca di Melfi

POTENZA - «Alla luce del piano industriale 2018-2022 di Fca e della prossima dismissione produttiva della Punto» e «a fronte di una dichiarazione di esubero di 1.640 unità», per lo stabilimento di Melfi (Potenza) è stato sottoscritto «un accordo sindacale relativo all’uso della cassa integrazione straordinaria, la cui causale è 'contratto di solidarietà', dal 23 luglio al 31 gennaio 2019». Lo hanno reso noto Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Acqf specificando che «il contratto di solidarietà interesserà 5.857 lavoratori a rotazione, su una platea complessiva di 7.400».

Nello stabilimento Fca di Melfi si producono la Jeep Renegade e la 500 X. Stamani - hanno comunicato Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Acqf - si è tenuto un incontro tra le organizzazioni sindacali e la direzione aziendale. La «possibile riduzione media dell’orario di lavoro è del 28%.
Nel comunicato dei sindacati è inoltre specificato che «i lavoratori esclusi dal contratto di solidarietà sono tutte quelle figure professionali, comunicate dalla Direzione aziendale, considerate infungibili a fronte del possibile piano di ristrutturazione e del prosieguo produttivo legato ai modelli Jeep e 500 X che registrano una forte crescita del 26% della Jeep Renegade e del 7% della 500 X».
Le organizzazioni sindacali, «nel prendere atto della necessità dell’uso dell’ammortizzatore sociale al fine di tutelare e garantire gli attuali livelli occupazionali, considerano lo stesso necessario, ma al contempo la breve durata dell’ammortizzatore ha un significato ben preciso, ovvero quello di poter dire che Melfi attraverso il nuovo piano industriale- annunciato il 1 Giugno dall’ad Marchionne - ha un futuro industriale e che i sacrifici dei lavoratori di Melfi possono trovare una prima risposta attraverso l’affermazione del lavoro, degli investimenti e soprattutto della centralità strategica ed industriale all’interno del gruppo Fca. Sicuramente saranno sei mesi complicati, ma a differenza del passato, questa volta intravediamo già una luce che è sinonimo di continuità produttiva e di un nuovo impulso industriale, a partire dallo sviluppo dell’ibrido e della possibile allocazione di una nuova vettura da produrre a Melfi». (ANSA).

Nello stabilimento Fca di Melfi si producono la Jeep Renegade e la 500 X. Stamani - hanno comunicato Fim, Uilm, Fismic, Uglm e Acqf - si è tenuto un incontro tra le organizzazioni sindacali e la direzione aziendale. La «possibile riduzione media dell’orario di lavoro è del 28%.

Nel comunicato dei sindacati è inoltre specificato che «i lavoratori esclusi dal contratto di solidarietà sono tutte quelle figure professionali, comunicate dalla Direzione aziendale, considerate infungibili a fronte del possibile piano di ristrutturazione e del prosieguo produttivo legato ai modelli Jeep e 500 X che registrano una forte crescita del 26% della Jeep Renegade e del 7% della 500 X».

Le organizzazioni sindacali, «nel prendere atto della necessità dell’uso dell’ammortizzatore sociale al fine di tutelare e garantire gli attuali livelli occupazionali, considerano lo stesso necessario, ma al contempo la breve durata dell’ammortizzatore ha un significato ben preciso, ovvero quello di poter dire che Melfi attraverso il nuovo piano industriale- annunciato il 1 Giugno dall’ad Marchionne - ha un futuro industriale e che i sacrifici dei lavoratori di Melfi possono trovare una prima risposta attraverso l’affermazione del lavoro, degli investimenti e soprattutto della centralità strategica ed industriale all’interno del gruppo Fca.

Sicuramente saranno sei mesi complicati, ma a differenza del passato, questa volta intravediamo già una luce che è sinonimo di continuità produttiva e di un nuovo impulso industriale, a partire dallo sviluppo dell’ibrido e della possibile allocazione di una nuova vettura da produrre a Melfi».

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